Eventi passati

 Mostra: “Escher” al Chiostro del Bramante

EscherIncisore e grafico olandese del secolo scorso, Escher è stato un mago dell’inganno ottico. Tra arte, geometria e scienza della percezione, le sue immagini, di cristallina evidenza, forzano prospettive e aprono lo sguardo su mondi impossibili, rebus visivi, immagini di un fascino surreale e disorientante.
Il Chiostro del Bramante propone le meraviglie di Escher in un percorso espositivo che include le opere nate dalle suggestioni del paesaggio italiano e davanti ai labirinti decorativi dell’Alhambra di Cordova.

Roma al nero: tra leggende e storie di fantasmi
FantaqsmiYlenia

Sono soprattutto femminili i fantasmi che si incontrano lungo il tragitto dal Ghetto a Piazza Navona.
Beatrice Cenci, Costanza de Cupis, Donna Olimpia.
In loro compagnia e con l’aiuto di un attore, esploreremo la città osservandola da un punto di vista inconsueto.
Un po’ per burla e un po’ sul serio, perché attraverso il racconto fantastico, unito alla memoria letteraria e al colore dell’aneddoto, appare l’infinita ricchezza della storia di Roma, che vale sempre il piacere della scoperta.

A spasso “su due ruote” indietro nel tempo

ColosseoPercorreremo circa 10 Km attraversando Villa De Sanctis, il Parco della Caffarella, Viale Terme di Caracalla e raggiungeremo il Colosseo, dove un archeologo ci condurrà per mano lungo la storia del monumento-simbolo della nostra città. La visita prenderà in considerazione sia le caratteristiche costruttive del grande anfiteatro, frutto della sapienza ingegneristica dei Romani, sia l’organizzazione dei giochi. Si parlerà dei gladiatori, del loro reclutamento, della crudezza della loro vita e del significato che questo tipo di spettacolo ebbe nel mondo antico

Le voci di Trastevere. Passeggiata rionale con attore
trastevere 

Le strade di Trastevere hanno nomi coloriti. Negli angoli silenziosi e meno battuti dai passanti si trovano tracce di quel Medio Evo pittoresco fermato nelle vedute di pittori e acquarellisti dell’Ottocento. Le memorie trasteverine abbondano di fatti e di fattacci, raccolti dalla penna di cronisti, viaggiatori, scrittori e “Romanisti”. Con l’occhio attento ai caratteri dell’architettura e dell’ambiente urbano, vogliamo raccontarvi la storia del rione condita col gusto che viene dal racconto popolare, evocando, con l’aiuto di un attore, accadimenti e personaggi del passato prossimo e remoto.

I mercati di Traiano … con prova d’attore
mercati_di_traiano

Ancora oggi tra i più stupefacenti apparati architettonici ed urbanistici realizzati dagli antichi, furono costruiti per Traiano nei primi anni del II secolo d.C. col sottostante Foro.
Vero e proprio quartiere, i Mercati furono usati nei secoli come centro amministrativo, fortezza, residenza nobiliare, caserma. Al fascino degli ambienti, che il visitatore percorre in un itinerario sia interno che esterno, il complesso traianeo unisce l’interesse del Museo dei Fori imperiali, utilissimo per capire funzioni e caratteri dei medesimi, con l’esposizione di reperti, come sculture e frammenti architettonici, e con il concorso di strumenti multimediali.
La visita guidata sarà arricchita dalla presenza di un attore, che farà “vivere” le antiche stanze evocandovi fatti e personaggi della storia antica.

Terme di Diocleziano. Le nuove aperture
TermeDiocleziano

Uno dopo l’altro gli ambienti delle terme di Diocleziano riaprono al pubblico, grazie alle campagne di restauro che da molti anni restituiscono a nuova bellezza quanto sopravvive del più grande complesso termale del mondo antico. Ultima nell’ordine, la magnifica “natatio”, una grande piscina all’aperto, dominata da un’alta parete, un tempo splendidamente rivestita di marmi pregiati. La visita ricostruisce storia, caratteri, funzioni sia delle Terme, sia del convento dei Certosini che vi si installò nel Rinascimento, realizzato con il concorso di Michelangelo. In concomitanza con la “natatio” è stato riaperto anche il Chiostro piccolo della Certosa.

Simboli, incantesimi e misteri del presepio napoletano.
Visita guidata con l’intervento di un attore

Presepe

Il presepe annuncia un tempo di gioia, un’era nuova di luce e giustizia. Il presepe napoletano aggiunge al messaggio una vitalità traboccante. Qui la scena della Natività “annega” tra episodi minuti di vita quotidiana, tra decine di personaggi, oggetti, animali, particolari del paesaggio. Una festa e una sfida per gli occhi di chi guarda; una rappresentazione chiassosa, marcatamente teatrale e, senza alcun dubbio, partenopea. Ma il presepe popolare napoletano ha anche un lato oscuro. Personaggi come l’oste e la zingara, luoghi come  il mulino, il ponte, il pozzo, rappresentano il lato infero del racconto presepiale, confermando del resto che la venuta di Cristo, novello Sole di giustizia, vince le tenebre del male.
Straordinario e contraddittorio universo di significati, il presepe napoletano è un libro da decifrare, nel quale si intrecciano Vangeli canonici e apocrifi, superstizioni e leggende e persino residui di paganesimo, perché anche gli antichi romani usavano festeggiare alla fine di dicembre la nascita di un Bambino solare, il Sol invictus
Di tutto questo parleremo davanti al bellissimo presepio napoletano del Settecento custodito nel vestibolo della basilica dei Santi Cosma e Damiamo, presso il Foro Romano.
E poiché il presepio è storicamente legato alle sacre rappresentazioni del teatro medioevale, la spiegazione si alternerà alla recita di brani e di canti popolari della tradizione natalizia partenopea.

Una Domus Aurea … da prendere al volo

DomusAurea1Un paio di mesi in tutto, fino a dicembre, e poi la leggendaria Villa di Nerone richiuderà i battenti fino a data da destinarsi. Pochissimi i turni messi a disposizione dei visitatori, che   avranno la possibilità di ammirare i maestosi ambienti e di accostarsi al cantiere di restauro, muniti di elmetto. La Domus Aurea fu la grandiosa residenza che, sfidando costumi radicati, Nerone osò farsi costruire all’interno della città. Finissimi ornati in stucco ed affresco, arredi di pregio, marmi preziosi, studiati effetti di spazio e di luce ne caratterizzarono la fisionomia.
La nostra archeologa introdurrà la visita fornendo basilari informazioni storico-artistiche sul complesso per favorirne una migliore comprensione.
La visita agli ambienti verrà invece svolta obbligatoriamente da personale interno.

 

 “Polvere di stelle”. Frammenti di storia e di cinema 
Passeggiata con intermezzi d’attore 
Pellicola1

Roma e i suoi personaggi sul doppio registro della verità storica e della trasposizione cinematografica. Personaggi realmente esistiti o frutto dalla cultura popolare o magistralmente inventati da sceneggiatori e registi. Eroici come Ciceruacchio, scanzonati come il Conte Tacchia, sarcastici e burloni come il Marchese del Grillo.
E riletti innanzitutto attraverso l’interpretazione che ne hanno dato i grandi attori romani: Manfredi, Sordi, Fabrizi, Montesano, Anna Magnani. La passeggiata è anche un omaggio a loro e al grande cinema, che ha raccontato Roma cogliendone con acuta sensibilità caratteri e atmosfere.

L’eclettismo: Il quartiere Coppedè
QuartiereCoppedè2

Uno degli episodi più singolari dell’architettura romana dei primi vent’anni del Novecento ed un caso esemplare dell’eclettismo disinvolto dell’architetto fiorentino Gino Coppedè. Gli elementi decorativi vengono dal Vicino Oriente, dal Rinascimento, dal Manierismo, dal Quattrocento fiorentino. Un caleidoscopico pastiche di stili fatto apposta per solleticare il gusto dell’alta borghesia dell’epoca.

 

“Carnevale”: piccola storia del carnevale romanoCarnevale

Corse, tornei, gare di uomini e animali, sfrenatezza e crudeltà dell’antico Carnevale romano. Tra via del Corso e piazza Venezia, la passeggiata percorre alcuni dei luoghi dello storico carnevale romano, abolito nel 1882, ma perfettamente descritto nelle pagine di cronisti, viaggiatori, letterati.
Parleremo della corsa dei berberi, della festa dei moccoletti, delle trasformazioni subite dalla festa nel corso dei secoli, dei divieti e del controllo esercitato dalle autorità. Evocheremo personaggi e situazioni, con l’aiuto del nostro attore.

 “Reale e virtuale”: le domus romane di Palazzo Valentini
DomusRomane1

Sotto il Palazzo sede della Provincia si trova un complesso archeologico di case di età imperiale, a ridosso della Colonna Traiana. La bellezza e l’indiscutibile fascino dei resti sono potenziati dalle ricostruzioni multimediali degli ambienti, curata dall’équipe che fa capo a Piero Angela, voce narrante del percorso. Il sito, che dal 2010 arricchisce il patrimonio archeologico romano fruibile dal pubblico, è un esempio di riqualificazione dell’antico ottenuta anche con l’apporto della moderna tecnologia.
La nostra archeologa fornirà una spiegazione introduttiva alla visita. Il percorso interno è “guidato” dalla voce di Piero Angela con l’aiuto di ricostruzioni virtuali, effetti grafici e filmati.

Mostra: “BELLISSIMA” al Maxxi. L’Italia dell’alta moda. 1945-1968
Bellissima

Video e filmati d’epoca, insieme agli scatti di noti fotografi come Ugo Mulas, accompagnano l’esposizione dedicata all’alta moda italiana nell’arco di vent’anni a partire dalla sua nascita, nel secondo dopoguerra. In scena, gli abiti delle Sorelle Fontana, di Emilio Schubert, Capucci, Gattinoni, Valentino, messi a confronto dialogico con l’arte di Fontana, Burri, Carla Accardi, per testimoniare la vitalità creativa di quella lontana stagione. Completano il panorama del made in Italy alcuni magnifici gioielli di Bulgari.

 

Case di Augusto e Livia al Palatino
LiviaAugusto1

Contigue l’una all’altra, le dimore di Augusto  e della moglie Livia sono fruibili ancora per pochi giorni. I restauri e i lavori di copertura hanno consentito l’apertura di sale prima non visitabili. Molti e ben conservati i dipinti parietali, con soggetti mitologici, maschere, festoni e paesaggi sacri. L’occasione è ghiotta e decisamente da non perdere

 

Mostra “Giorgio Morandi” 1890-1964
MostraMorandi

Dipinti, disegni, incisioni, con le rispettive matrici di rame documentano le fasi evolutive del linguaggio formale di Morandi e la singolare coerenza che ne ha caratterizzato il cammino artistico.
Una pittura di oggetti, per lo più, ai quali l’artista ha demandato l’espressione della condizione esistenziale. Accanto alle opere provenienti da importanti istituzioni pubbliche figurano diverse opere inedite, prestate da collezionisti privati

 

Mostra: Matisse “Arabesque”
MostraMatisse1.

“L’oriente nelle sue molteplici declinazioni come potente spinta creativa per Matisse: è la chiave di lettura scelta dalla mostra alle Scuderie per presentare la parabola artistica di uno dei massimi pittori del secolo scorso. Con maggiore o minore evidenza, la proposta innovativa di Matisse passò attraverso la conoscenza e l’amore per l’Oriente, vicino o lontano, presente o remoto. In mostra nature morte, ritratti, paesaggi e disegni relativi all’attività di scenografo e costumista.”

 

Paesaggio con rovine. La Villa dei Quintili ai bordi dell’Appia
VillaQuintili

Grandiosi e svettanti sullo sfondo di un raro brano di campagna romana, i ruderi della Villa non lasciano dubbi sulle dimensioni originarie del complesso residenziale.
La Villa, sorta nel suburbio romano, fu costruita per i fratelli Quintili, consoli nel 151 d.C. L’imperatore Commodo li fece uccidere per entrare in possesso della splendida dimora. Sopravvivono parte degli ambienti padronali e servili e parte delle terme private, con resti pavimentali in marmi preziosi e policromi.

 

Mostra: Marc Chagall “Love and Life”
MostraChagall

L’amore di Chagall per la moglie Bella Rosenfeldè il tema scelto dai curatori della mostra, che presenterà centocinquanta opere, tra dipinti, disegni e stampe, provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme. Un fil rouge tematico che accompagna i visitatori dai dipinti evocativi del villaggio natale alle opere della maturità.

 

Storie di acqua e di terra.
Crociera sul Tevere e vista agli scavi di Ostia Antica
Ostia Antica

Alla fine del IV secolo a.C., presso le foci del Tevere, veniva creato un avamposto militare con funzioni di controllo del tratto inferiore del fiume. L’antica Ostia nasceva da quel primitivo castrum, con il prevalere delle funzioni di scalo commerciale, vitale per l’approvvigionamento delle merci destinate a Roma.
Abitata nel periodo del massimo sviluppo da circa cinquantamila persone, Ostia decadde durante il Medio Evo, circostanza che ha garantito l’ottima conservazione degli edifici e dell’impianto urbanistico.
 Per questo la visita agli scavi consente di entrare in contatto con la quotidianità di una città romana antica, con le attività, le necessità e lo stile di vita dei suoi abitanti.
Agli edifici “classici” e monumentali – quali le terme, il teatro, il Foro, i luoghi di culto – Ostia aggiunge le numerose e ben conservate “insulae”, grandi condomini a più piani per le classi meno agiate; le locande che servivano il vino ed il cibo, col bancone sulla strada; le tracce delle transazioni commerciali nelle botteghe che si aprivano sul “Piazzale delle Corporazioni”; e molto altro ancora.
La navigazione sul Tevere è un complemento indispensabile alla visita, data l’importanza del fiume per le origini di Roma stessa. Durante il percorso in battello saranno chiariti il ruolo storico del Tevere e l’impronta che esso ha lasciato nella cultura, nella mentalità, nei miti degli antichi.

 

La nuova illuminazione della Cappella Sistina e i Musei Vaticani
Cappella Sistina2

Un nuovo sistema di illuminazione messo a punto da alcuni mesi rende ancora più appagante la visione della Cappella Sistina. Più nitidi e intensi, i colori potenziano l’emozione di trovarsi davanti ad un vertice assoluto della pittura.Ecco dunque l’occasione per riconsiderare l’universo di Michelangelo, sorprendente ad ogni incontro. Il percorso per giungere alla Sistina attraverso alcune imprescindibili sezioni dei Musei Vaticani, come le splendide Stanze di Raffaello e la Galleria delle Carte Geografiche.

 

Scalata al Vittoriano. Storia del monumento e panorama di Roma dalla Terrazza delle Quadrighe.
TerVit

A differenza di altre note terrazze panoramiche, quella del Vittoriano ha l’impagabile vantaggio di trovarsi nel cuore del centro storico; sicché la città distesa intorno e a portata di mano offre di sé una veduta appagante e completa.
Dal 2007 sulla Terrazza delle Quadrighe si giunge comodamente con i due grandi ascensori a pareti di cristallo. Prima di salire, la visita ricostruirà la lunga vicenda costruttiva del monumento, simbolo laico dell’Italia unita e dei suoi valori, rappresentati dall’imponente corredo di sculture, fregi, mosaici.

La villa Adriana di Tivoli con intermezzo di attore
villaadriana2a

Voluta da Adriano nel II secolo d.C., è la più grande delle domus imperiali:  un complesso di palazzi, terme, ninfei e teatri, costruiti su un terreno vasto il doppio di quello su cui sorse Pompei.  Una cittadella del potere pensata tuttavia anche come Buen Retiro, rifugio confortevole e splendido per il colto ed enigmatico imperatore, appassionato d’arte ed esperto di architettura. Lungo il percorso le spiegazioni si alterneranno agli interventi si un attore che farà rivivere la figura di Adriano.

 

 San Giovanni e la notte delle stregheSanGiovanniLaterano

Durante la notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, si credeva che le streghe sostassero a Roma, prima di proseguire per Benevento, dove si sarebbero incontrate sotto un albero di noce. I romani andavano presso la Basilica del Laterano a compiere riti vecchi di secoli, portando con sé strumenti rumorosi per tenerle lontane.
Mangiavano lumache per risanare contrasti con parenti ed amici, accendevano i fuochi di San Giovanni, raccoglievano la rugiada del mattino e le erbe terapeutiche. A metà tra fede e superstizione, paganesimo e cristianesimo, erano i riti con cui si celebrava il solstizio d’estate. Si parlerà anche delle persecuzioni contro le “streghe” tra il Medio Evo e l’età moderna, con un apparente “fuori tema” dedicato alla storia, forse leggendaria, della Papessa Giovanna.

 

 Il solstizio d’estate al Pantheon
SolstizioPantheon1

Il 21 giugno, a mezzogiorno in punto (le 13 dell’ora legale), un raggio di sole penetra dall’occhio della cupola e colpisce un punto preciso davanti al portale di ingresso. Il Pantheon era forse un osservatorio astronomico? Una meridiana al contrario, dove è la luce e non l’ombra a segnare il tempo.
La più integra delle architetture romane sopravvissute in città conserva ancora molti misteri, a dispetto delle limpide proporzioni che ne contraddistinguono il carattere.

 

La luna sul Colosseo. L’Anfiteatro Flavio dai sotterranei al Belvedere Valadier
colosseonotte

Nonostante la familiarità visiva che noi tutti abbiamo con il Colosseo, una volta all’interno non è facile immaginare la struttura originaria dell’edificio, la disposizione dei settori, la funzionalità delle gallerie e delle scale.
Intuiamo tuttavia la magistrale capacità costruttiva dei Romani del I secolo dell’Impero nell’imponenza di ciò che resta, un grande rudere costellato di cavità e di pietre, che la sera nutre di suggestioni. La visita ricostruisce la storia del Colosseo e degli spettacoli dei gladiatori e si estende dai sotterranei dell’arena, dove sostavano animali e gladiatori in attesa di uscire allo scoperto, al Belvedere Valadier.
Da qui la vista abbraccia l’Arco di Costantino e i resti del Palatino e del tempio adrianeo di Venere e Roma.

 

 Trastevere secondo atto. Con gli occhi del Belli e di Trilussa e gli intermezzi d’attore
SMariaTrastevere2

Una nuova visita a Trastevere, concentrata questa volta nella zona gravitante sulla piazza di Santa Maria, da dove partiremo per esplorare il rione fino a Porta Settimiana, attraverso le vie del Moro e della Paglia, Sant’Egidio e vicolo del Cinque.
Senza trascurare le basilari note storiche e artistiche, la passeggiata intende “leggere” Trastevere e la Roma popolare di cui il rione è il simbolo  attraverso i poeti e gli scrittori che si sono lasciati ispirare dalla nostra città. Gioachino Belli e Trilussa in cima a tutti, ma anche un sorprendente Gogol in cerca di una bella trasteverina durante un carnevale di tanto tempo fa….
Preziosi come sempre e più che mai in questa occasione, gli intermezzi recitati dell’attore

 

Il cortile delle meraviglie. Via Margutta 51 e i suoi segreti
Via Margutta

Via Margutta esiste dal XVI secolo. Tracciata alle pendici del Pincio, tranquilla e appartata nel cuore di Roma, fu subito ambita dagli artisti, soprattutto stranieri. Da quel tempo lontano questa piccola strada priva di particolari attrattive monumentali, ha accumulato memorie di personaggi spesso molto celebri, che qui sono vissuti e hanno lavorato, come Fellini e Giuletta Masina, Anna Magnani, Picasso e gli scapestrati pittori fiamminghi che l’abitarono secoli fa.
Meta ultima della passeggiata guidata dedicata alla storia della strada  è l’apertura eccezionale dell’incantevole cortile al civico 51, che schiude un mondo nascosto di studi d’artista, sentieri che salgono sui fianchi del Pincio, piccoli edifici immersi nel verde del colle: un’atmosfera sospesa, d’altri tempi.

 

Testaccio: dall’emporium dei Romani all’età moderna
TestaccioMattatoio

Il suo nome deriva dal latino “testa”, anfora. In epoca romana al porto dell’Emporio arrivavano via Tevere le merci provenienti dal porto di Ostia. Le anfore usate per il trasporto venivano poi distrutte e i cocci accatastati ordinatamente a formare quella collina che si trova davanti all’ex Mattatoio e che oggi chiamiamo “Monte dei Cocci”.
Nel Medio Evo, ormai spopolato, Testaccio fu sede dei giochi carnevaleschi. All’inizio del Novecento fu scelto per costruirvi un quartiere per operai e artigiani, con grandi condomini. Oggi è uno dei poli della vita notturna della Capitale, proseguendo in questo modo la funzione ludica e ricreativa dei secoli passati.

 

Una passeggiata alla Garbatella
garbatella

La Garbatella è nata come quartiere operaio, con case fatte di materiali economici e condizioni igienico-sanitarie assai precarie. Col passare degli anni si è trasformata in uno dei quartieri più amati di Roma, ambito per l’aspetto pittoresco delle case, dotate di cortili e piccoli giardini, e l’atmosfera paesana delle strade.
Nanni Moretti ed altri registi l’hanno scelta come set dei loro film. Pier Paolo Pasolini vi ambientò una parte del romanzo “Una vita violenta”: ne ricorderemo alcuni passaggi lungo il percorso.

 

Mostra:  “Dal Musée d’Orsay. Impressionisti tête à tête”
Impressionisti 

Tutti gli impressionisti al gran completo, tête à tête appunto, per facilitare la comprensione di tratti comuni e differenze tra un pittore e l’altro: segno aggiuntivo di quella libertà di sguardo sul mondo che fu la loro fondamentale conquista. Presenti anche le pittrici: le francesi Berthe Morisot, Marie Bracqmond ed Eva Gonzales e l’americana Mary Cassat.
Una mostra importante per il livello qualitativo delle opere, tra le quali alcuni capolavori-icona di quella felicissima stagione delle arti: L’altalena di Auguste Renoir, Il balcone di Édouard Manet, la severa Donna con caffettiera di Paul Cézanne.

Mostra “James Tissot”
MostraJamesTissot

Pittore di formazione accademica, Tissot poté vantare Ingres tra i suoi maestri. La prima stagione della sua carriera si caratterizzò per l’adozione di soggetti mondani, concentrati sull’immagine femminile. Una pittura della vita moderna analoga a quella degli impressionisti ma senza la loro radicalità formale. Migrato in Inghilterra, si diede alla caricatura e alla pittura di genere. Una crisi mistica lo condusse in Palestina dove visse a lungo, dedicandosi alla raffigurazione delle Sacre Scritture affrontate con minuzioso realismo.

 

Galleria Spada – Lo spazio che non c’è. La Galleria Nazionale d’Arte Antica e la galleria prospettica del Borromini
PalazzoSpada

Negli anni Cinquanta del Novecento Federico Zeri, direttore della Galleria, riuscì a recuperare le opere disperse della seicentesca collezione del cardinal Bernardino Spada e a riaprire la raccolta al pubblico. Distribuita in quattro sale, la pinacoteca Spada mantiene il delizioso carattere intimo di una quadreria privata, conservando opere di maestri del Seicento, dal Guercino a Guido Reni ad Artemisia e Orazio Gentileschi, e diverse sculture antico romane.
Ma il Palazzo, nell’architettura e negli ornati, è di per sé un’opera di altissimo profilo, come è subito evidente davanti al fitto rivestimento di stucchi sulla facciata e sulle pareti del cortile. In più contiene uno dei capolavori di Francesco Borromini, perfetta materializzazione del principio barocco della meraviglia. Ci riferiamo alla celebre e illusoria galleria prospettica che l’architetto realizzò a metà del Seicento per il cardinale committente.

 

Ultime notizie dall’archeologia – La rampa imperiale di Domiziano alle pendici del Palatino
RampaImperialePalatino

Dopo unalunga campagna di scavi e grazie al restauro avviato nel 2009, apre al pubblico la rampa di collegamento tra il Foro romano e il Palatino, parte integrante del sistema dei palazzi imperiali che sorgevano sul colle. L’apertura è accompagnata da una mostra di reperti restituiti dagli scavi e da apparatimultimediali che illustrano l’aspetto di questa parte del Foro nelle trasformazioni avvenute col passare dei secoli. Il complesso delle rampe include locali di servizio, posti di guardia e un’Aula che i cristiani trasformarono nell’Oratorio dei Quaranta Martiri. Alla fine dei centosettanta metri di rampe percorribili, i visitatori arrivano ad affacciarsi sul Foro, godendo di un inedito punto di osservazione.

Mostra “Toulouse Lautrec”
ToulouseLautrec

Ultimo atto di un programma espositivo dedicato alle arti dell’antichità romana, la mostra mette a fuoco l’architettura e il mondo formale elaborati nelle città dell’Impero.
Le ricostruzioni virtuali sono affiancate da pregevoli materiali architettonici, splendidi per ornamenti e tecnica esecutiva

 

“Quando nascette Ninno”. Simboli, incantesimi e misteri del presepio napoletano
Presepe

Il presepe annuncia un tempo di gioia, un’era nuova di luce e giustizia. Il presepe napoletano aggiunge al messaggio una vitalità traboccante. Qui la scena della Natività “annega” tra episodi minuti di vita quotidiana, tra decine di personaggi, oggetti, animali, particolari del paesaggio. Una festa e una sfida per gli occhi di chi guarda; una rappresentazione chiassosa, marcatamente teatrale e, senza alcun dubbio, partenopea.
Ma il presepe popolare napoletano ha anche un lato oscuro. Personaggi come l’oste e la zingara, luoghi come  il mulino, il ponte, il pozzo, rappresentano il lato infero del racconto presepiale, confermando del resto che la venuta di Cristo, novello Sole di giustizia, vince le tenebre del male.
Straordinario e contraddittorio universo di significati, il presepe napoletano è un libro da decifrare, nel quale si intrecciano Vangeli canonici e apocrifi, superstizioni e leggende e persino residui di paganesimo, perché anche gli antichi romani usavano festeggiare alla fine di dicembre la nascita di un Bambino solare, il Sol invictus
Di tutto questo parleremo davanti al bellissimo presepio napoletano del Settecento custodito nel vestibolo della basilica dei Santi Cosma e Damiamo, presso il Foro Romano.

 

Mostra “Balthus”
Balthus1

La mostra delle Scuderie del Quirinale ricorda Balthus a quindici anni dalla scomparsa, con un percorso retrospettivo che, partendo dalle tele degli anni Venti, arriva alle soglie degli anni Ottanta. Innamorato dei pittori del Quattrocento italiano – Piero della Francesca e  Masaccio in cima agli altri – Balthus ne studiò tecniche e forme e le innestò sul lessico dell’arte del Novecento. Il risultato fu una pittura colta e sofisticata, messa al servizio di un’ispirazione singolare, nutrita di ricordi autobiografici e frequentazioni letterarie. Pittura strana, quella di Balthus, di paesaggi silenziosi, personaggi con l’aria da automi, adolescenti agitate dai primi fremiti erotici, spazi domestici misteriosi ed inquietanti.
Le molte opere in mostra provengono da musei americani ed europei e da collezioni private.

 

Grandi e piccoli alla Galleria BorgheseGalleriaBorghese

Spregiudicato e potente, il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V, mise su una collezione tra le più importanti del Seicento, dimostrando il gusto e l’intelligenza di un grande mecenate. La sua preziosa Villa fuori Porta Pinciana stordisce per il numero e la qualità dei pezzi esposti. Archeologia e arte moderna vi convivono in una rete armonica di affascinanti corrispondenze. Moltissimi i capolavori, di Bernini e Caravaggio, Raffaello e Canova, Tiziano e Domenichino.
Per i bambini e i ragazzi è prevista una visita a tema, dedicata alle rappresentazione dei miti classici in pittura e scultura, tra cui il Giudizio di Paride, Diana cacciatrice, il rapimento di Proserpina, le magie di Circe, Apollo e Dafne, la fuga di Enea da Troia.

 

Il castello delle apparizioni – Castel Sant’Angelo: protagonisti e comparse.

Visita guidata con intermezzo d’attore

Di passaggi, rampe, corridoi ce n’è in quantità, al chiuso e a cielo apertoCastelSantAngelo. Gli ambienti forniscono scenari sempre diversi, dai più cupi ai più confortevoli e sontuosi. Le logge, i continui affacci sulla città, danno il fondale giusto per qualsivoglia messinscena. Insomma, Castel Sant’Angelo è un teatro già bell’e fatto, nel quale la scena sempre mutevole permette spostamenti repentini nel tempo. Come in un vecchio romanzo di Calvino molti destini vi si sono incrociati e il Castello di oggi è un contenitore ricchissimo di Storia e di storie, evocatore di personaggi di ogni genere: soldati, imperatori, papi, carcerati, giustiziati, avventurieri e grandi artisti.
Durante la visita, nell’interpretazione del nostro attore, qualcuno di loro si farà avanti per narrare in prima persona le vicende che lo hanno legato indissolubilmente al castello sul Tevere

Carnevale: “Mor’ammazzato chi nun porta er moccolo!”passeggiata guidata con “intermezzo d’attore”
CorsaBerberiFestaMoccoletti

Nel suo “Viaggio in Italia” Wolfgang Goethe scriveva: “Il carnevale romano non è una festa che viene concessa al popolo, ma una festa che il popolo si concede”
Corse, tornei, gare di uomini e animali, sfrenatezza e crudeltà dell’antico Carnevale romano. Tra via del Corso e piazza Venezia, la passeggiata percorre alcuni dei luoghi dello storico carnevale romano, abolito nel 1882, ma perfettamente descritto nelle pagine di cronisti, viaggiatori, letterati.
Parleremo della Corsa dei Berberi, della Festa dei Moccoletti, delle trasformazioni subite dalla festa nel corso dei secoli, dei divieti e del controllo esercitato dalle autorità.
Evocheremo personaggi e situazioni, con l’aiuto del nostro attore.

 

Il Ghetto di Roma, la Sinagoga e il museo ebraico

Non c’è più il ghSinagoga2etto dei romani di fede ebraica, demolito con la fine del potere temporale dei papi, ma gli ebrei continuano a vedere in questo minuscolo lembo di città in riva al Tevere il luogo della memoria e delle tradizioni. La visita che gli dedichiamo si divide in due parti, la prima delle quali si svolge all’aperto e indaga la storia anche urbanistica del quartiere che fu ricavato all’interno del rione Sant’Angelo e a ridosso di alcuni vistosi resti archeologici.
La seconda parte è dedicata alla visita del Museo Ebraico e della Sinagoga, il Tempio maggiore della comunità romana. Aperto nel 1960, conserva argenti antichi, tessuti preziosi, pergamene, marmi delle sinagoghe scomparse. Il percorso ricostruisce la presenza bimillenaria degli ebrei a Roma, le relazioni con la città, i costumi, le feste.
La visita del Museo e della Sinagoga sarà curata da esperti della comunità ebraica.

 

Metti un weekend a Napoli … tra segreti e tesori del sottosuolo

Un weekend a NapolNapolii, quanto basta per tuffarsi nel viluppo dei sotterranei partenopei, nei quali il tempo di Greci si ricongiunge ai mesi tragici dei bombardamenti dell’ultima guerra, in un racconto vecchio di millenni.
Da un altro sottosuolo provengono i capolavori del Museo archeologico, riemersi nel XVIII secolo dagli strati della lava che annientò Pompei, Ercolano e le ville dei patrizi romani. Tesori inestimabili, da lasciare a bocca aperta.
Giusto al confine tra scienza, alchimia e arte, la Cappella Sansevero nasconde percorsi iniziatici, a voler dare retta al principe committente Raimondo di Sangro, affascinante personaggio del Settecento, circondato dall’alone di una leggenda che ha finito per investire anche il Cristo velato qui custodito.
Ancora misteri: dal sangue di San Gennaro custodito nella cappella barocca del Duomo, all’uovo di Castel dell’Ovo, la fortezza protesa sul mare che si raggiunge da via Caracciolo.
Napoli con i suoi segreti, i suoi misteri e i suoi percorsi vince con la sua irresistibile vitalità.

 

L’arte è di tutti! La street art al Pigneto

PignetoA via Luchino dal Verme, sul muro di un istituto religioso, c’è un lungo murales con dentro la storia del Pigneto – che è pure la storia dell’Italia – dagli anni Cinquanta ad oggi. C’è Pasolini, che al Pigneto girò Accattone, c’è il tram numero 13, ci sono la tangenziale est e la Lambretta.
L’artista Andrea Cardia ci ha messo anche gli abitanti del quartiere: quelli che lo hanno aiutato, i curiosi che si sono fermati a guardarlo lavorare, i bambini, gli immigrati, i venditori ambulanti. Ne è venuto fuori un “lungometraggio” dipinto di sessanta metri, che, secondo l’intenzione di Cardia, potrà continuare sul muro attiguo, per mano sua o di altri. Infatti l’arte di strada è malleabile, provvisoria, contaminata, partecipativa, assorbe la memoria dei luoghi e la trasmette al futuro. Dal murales di Cardia partiremo per esplorare le strade di questa storica periferia in cui la street art ha trovato un terreno d’elezione, proponendosi fra l’altro come strumento di riqualificazione urbana e sociale.

 

Mostra Botero. Via Crucis. La Passione di Cristo

MostraBoteroNon rinuncia al suo stile Fernando Botero, qualunque sia il soggetto che lo impegna: gruppi di famiglia, coppie che ballano, nudi femminili. Non vi rinuncia neppure per affrontare le umane tragedie, come fece anni fa, realizzando un ciclo di dipinti ispirati agli orrori di Abu Ghraib, affrontati con toccante intensità. La mostra attuale presenta 27 dipinti e diverse opere su carta dedicati alla Passione di Cristo e composti fra il 2010 e il 2011. Botero affronta un tema cardine della storia della pittura, alimentando la sua inconfondibile cifra formale con richiami ai maestri antichi e moderni, da Paolo Uccello a Rubens a Cézanne.

 

I gioielli invisibili: la riapertura di Santa Maria Antiqua nel Foro romano

SantaMariaAntiquaTrent’anni di chiusura per restauri. Qualche permesso di visita concesso in casi rarissimi. Ora finalmente, sia pure solo fino all’11 settembre, Santa Maria Antiqua viene riaperta, regalandoci la magnifica occasione di scoprire una gemma tra le più preziose del patrimonio artistico altomedioevale.Quasi invisibile all’esterno – nessuna cupola o campanile ne segnala la presenza – sorge dal VI secolo alle pendici del Palatino. Per la sua costruzione si sfruttarono le strutture di un vestibolo del palazzo imperiale di Domiziano. Abbandonata per i danni del terremoto dell’847, fu riscoperta solo nel 1900. Le estese pitture che conserva sono l’unica testimonianza sopravvissuta dell’evoluzione dell’arte nei primi secoli del Medio Evo. L’apertura coincide con la presenza della mostra “Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio”, il cui soggetto è la chiesa stessa nel contesto della cristianizzazione del Foro e di Roma.
La visita prenderà in considerazione anche il Foro focalizzando l’attenzione sulle trasformazioni avvenute con la fine dell’Impero, nei primi secoli dell’era cristiana.

 

 

 I segreti di Villa Torlonia. “Mussolini ultimo atto”: il Bunker e i rifugi antiaerei. E l’eleganza bizzarra della Casina delle Civette

BunkerVillaTorlonia1Residente a Villa Torlonia dagli anni Venti, dal 1940 Mussolini fece adattare a rifugio antiaereo la cantina, per poi adibire alla stessa funzione il seminterrato sotto il Casino Nobile. Nel ’42 iniziò la costruzione del bunker vero e proprio, rimasto incompiuto in seguito alla caduta del fascismo. L’apertura di questi luoghi al pubblico è recente ed è di indubbio interesse storico.
Riemergendo in superficie, ci immergeremo nell’atmosfera lieve e fiabesca della Casina delle Civette, un esempio di eclettismo di primo Novecento, che custodisce un patrimonio di bellissime vetrate artistiche della stessa epoca.

 

Il Natale di Roma: itinerario storico-ludico … con intermezzi d’attore Passeggiata serale per grandi e bambini

campidoglioSecondo lo storico latino Marco Terenzio Varrone, il 21 aprile dell’anno 753, 2768 anni fa, Romolo fondò Roma. I Romani usavano festeggiare il giorno della fondazione. La tradizione fu ripresa nel Risorgimento. Pare che durante la Repubblica Romana del 1849 mazziniani e garibaldini festeggiassero il 21 aprile con un brindisi nel Foro.
Noi, per parte nostra, a partire dal Tempio della Mater Matuta fondato da Romolo, faremo parlare i luoghi, passando per il racconto delle origini, la rievocazione di feste e di culti antichissimi, le ragioni della persistenza del mito di Roma nei secoli.
Il nostro attore ci aiuterà ….

 

I Musei Vaticani e la Cappella Sistina by night

Cappella Sistina1Un viaggio nell’universo della Sistina è sopra ogni altra cosa un viaggio nel corpo e nell’anima dell’opera di Michelangelo, nella profondità intellettuale del suo pensiero, espresso nella sublime qualità formale della sua pittura. La Cappella Sistina, con il nuovo sistema di illuminazione inaugurato lo scorso anno, sarà la meta ultima e principale di questo itinerario. Il percorso attraversa alcuni degli ambienti più noti e fastosi delle collezioni,tra cui le Gallerie degli Arazzi e delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffaello e il Cortile della Pigna

 

Michelangelo: l’uomo e l’artista
Visita-spettacolo intorno al Mosè di San Pietro in Vincoli

MosèMichelangeloUomo ed artista di “eroici furori”, Michelangelo ha vissuto la sua vita ed il suo tempo con una pienezza non comune, lacerato tra opposti richiami: il divino e l’umano, il mondo dei sensi e l’universo dello spirito. Estremi tra i quali si muove la sua arte sublime.
L’affascinante complessità di Michelangelo non cessa di alimentare nuove e suggestive interpretazioni. Nel caso del Mosé, un restauro di alcuni anni fa ha svelato aspetti prima sfuggiti all’indagine degli studiosi.
Intorno al Mosè si sviluppa la visita-spettacolo qui proposta. Uno storico dell’arte ricostruisce la vicenda del sepolcro di Giulio II, realizzato nella basilica di San Pietro in Vincoli.
Un attore interpreta Michelangelo, consentendoci di entrare nei fatti della sua vita attraverso il ricordo di imprese artistiche quali la Pietà di San Pietro e il David fiorentino

 

storie di acqua e di terra
Crociera sul Tevere e visita agli scavi di Ostia Antica

Immagine2small
Alla fine del IV secolo a.C., presso le foci del Tevere, veniva creato un avamposto militare con funzioni di controllo del tratto inferiore del fiume. L’antica Ostia nasceva da quel primitivo castrum, con il prevalere delle funzioni di scalo commerciale, vitale per l’approvvigionamento delle merci destinate a Roma.  Abitata nel periodo del massimo sviluppo da circa cinquantamila persone, Ostia decadde durante il Medio Evo, circostanza che ha garantito l’ottima conservazione degli edifici e dell’impianto urbanistico. Per questo la visita agli scavi consente di entrare in contatto con la quotidianità di una città romana antica, con le attività, le necessità e lo stile di vita dei suoi abitanti.
immagine1Agli edifici “classici” e monumentali – quali le terme, il teatro, il Foro, i luoghi di culto – Ostia aggiunge le numerose e ben conservate “insulae”, grandi condomini a più piani per le classi meno agiate; le locande che servivano il vino ed il cibo, col bancone sulla strada; le tracce delle transazioni commerciali nelle botteghe che si aprivano sul “Piazzale delle Corporazioni”; e molto altro ancora.
La navigazione sul Tevere è un complemento indispensabile alla visita, data l’importanza del fiume per le origini di Roma stessa. Durante il percorso in battello saranno chiariti il ruolo storico del Tevere e l’impronta che esso ha lasciato nella cultura, nella mentalità, nei miti degli antichi.

 

Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo
visita guidata serale

CastelSantAngeloNightSmallRonde di armigeri, fughe a precipizio, corse furtive verso convegni amorosi, storie di assedi.
Al Passetto di Borgo, che collega il Vaticano a Castel Sant’Angelo, ce n’è in abbondanza per stuzzicare l’immaginario di noi tutti.
Grazie alle aperture serali estive potremo percorrerne un buon tratto.
Sarà l’epilogo alla visita di Castello, monumento tra i più strani e compositi, “piranesiano” labirinto di passaggi, rampe e logge con fantastici affacci sulla città e sul fiume.
L’apertura straordinaria consentirà anche di visitare le famigerate carceri, in una delle quali fu rinchiuso Benvenuto Cellini, e la “stufetta” di Clemente VII, minuscolo bagno rivestito di pregevoli affreschi cinquecenteschi.

 

Le voci di Trastevere
Passeggiata rionale con “intermezzo d’attore”

TrastevereStrade_600Le strade di Trastevere hanno nomi coloriti.
Negli angoli silenziosi e meno battuti dai passanti si trovano tracce di quel Medio Evo pittoresco fermato nelle vedute di pittori e acquarellisti dell’Ottocento.
Le memorie trasteverine abbondano di fatti e di fattacci, raccolti dalla penna di cronisti, viaggiatori, scrittori e “Romanisti”.
Con l’occhio attento ai caratteri dell’architettura e dell’ambiente urbano, vogliamo raccontarvi la storia del rione condita col gusto che viene dal racconto popolare, evocando, con l’aiuto di un attore, accadimenti e personaggi del passato prossimo e remoto.

 

Le Terme di Diocleziano

TermeDiocleziano4_600Uno dopo l’altro gli ambienti delle terme di Diocleziano riaprono al pubblico, grazie alle campagne di restauro che da molti anni restituiscono a nuova bellezza quanto sopravvive del più grande complesso termale del mondo antico. Ultima nell’ordine, la magnifica “natatio”, una grande piscina all’aperto, dominata da un’alta parete, un tempo splendidamente rivestita di marmi pregiati.

La visita ricostruisce storia, caratteri, funzioni sia delle Terme, sia del convento dei Certosini che vi si installò nel Rinascimento, realizzato con il concorso di Michelangelo. In concomitanza con la “natatio” è stato riaperto anche il Chiostro piccolo della Certosa.

Pitigliano e il Giardino dei Tarocchi
Viaggio di un giorno in pullman

Pitigliano (600 x 400)   GiardinoTarocchi (600 x 400)

 Ah, le rupi della Tuscia! Il tufo che si arrossa al tramonto; i paesi che vengono su dalle rocce come germogli di pietra cresciuti spontaneamente!
Pitigliano è uno dei più belli. L’erosione causata dai fiumi locali ha isolato lo sperone su cui è costruito, creando un paesaggio tra i più suggestivi. All’interno le vie laterali superano i dislivelli tipici dei paesi aggrappati alle rocce, con effetti panoramici che incantano. L’aspetto medioevale dominante si arricchisce di note rinascimentali: stemmi, cornici di travertino, decorazioni di pietra.
Dopo i secoli di storia esplorati a Pitigliano, il nostro viaggio si inoltra nella Maremma grossetana e raggiunge presso Capalbio il Giardino dei Tarocchi, creato dall’artista franco-americana Niki de Saint-Phalle tra il 1979 e il 1996.
E’ un parco di sculture ispirate alle carte dei Tarocchi, concepito come luogo di meditazione e iniziazione alla vita, sotto l’insegna della libertà e della fantasia. Nel giardino non troverete alcun percorso preordinato, nessuna freccia che indichi la giusta direzione.
L’artista ha disposto che ognuno si orienti – o disorienti, perché no? – scegliendo liberamente i sentieri da prendere, proprio come accade nella vita, di cui il giardino è metafora. Ha scritto infatti Niki de Saint-Phalle: “Se la vita è un gioco di carte noi nasciamo senza conoscerne le regole. Nonostante ciò siamo tutti chiamati a giocare una mano.”

 

L’ascensore spazio-temporale: San Clemente e l’area di scavo

sanclementefacciata_600Si scende nei secoli a San Clemente, sito artistico, monumentale, archeologico, tra i più sensazionali della città. Vi si comprende la crescita di Roma, uno strato sull’altro e l’occupazione della città pagana da parte di quella cristiana.
Il percorso conduce dalla basilica del XII secolo, con lo splendido mosaico absidale, alla sottostante basilica paleocristiana, con importanti testimonianze pittoriche ed una delle prime iscrizioni in volgare.
Da qui si scende nel Mitreo del II secolo ed in ambienti appartenenti a edifici repubblicani.

 

Le grandi mostre a Roma: Edward Hopper

mostrahopperUn carattere introverso, fortemente schivo. Una pittura di suggestioni sommesse, in cui i personaggi appaiono sprofondati in meditazioni solitarie, i paesaggi sono immensi e desertici, le città misteriosamente vuote.
Quanto basta a rendere ostico e respingente un artista e invece… Invece Hopper è uno dei pittori più amati del nostro tempo e più vicini alla sensibilità contemporanea. Lo aiuta, presumiamo, anche l’affinità col cinema americano – e non solo – del Novecento, che del resto lo ha saccheggiato tanto quanto lui stesso se ne è lasciato ispirare.
La mostra del Vittoriano ne raccoglie quadri, disegni e acquerelli, dal soggiorno parigino alla maturità degli anni Cinquanta e Sessanta

 

Le case di Augusto e Livia al Palatino

liviaaugsto2Contigue l’una all’altra, le dimore di Augusto e della moglie Livia sono fruibili ancora per poco tempo. I restauri e i lavori di copertura hanno consentito l’apertura di sale prima non visitabili.
Molti e ben conservati i dipinti parietali, con soggetti mitologici, maschere, festoni e paesaggi sacri.
L’occasione è ghiotta e decisamente da non perdere.

 

una “SPA” del mondo antico. Le Terme di Caracalla

termecaracalla2

Costruite all’inizio del terzo secolo D.C. da Settimio Severo e inaugurate dal figlio Caracalla, sono forse il massimo esempio di edificio termale del quale possiamo ammirare le strutture principali, malgrado che nel passato i ruderi siano divenuti cava di materiali pregiati, riutilizzati, ad esempio, nella costruzione del Duomo di Pisa e di Santa Maria in Trastevere.
Inoltre, grazie alle fonti letterarie, siamo in grado di conoscere molti dettagli sulla sistemazione degli ambienti e gli apparatidecorativi di marmi, sculture, mosaici. La sopravvivenza degli ambienti di servizio nei quali gli addetti, invisibili ai frequentatori, garantivano il funzionamento degli impianti, ha fornito indicazioni preziose sulle terme imperiali romane.
Colpisce la grandiosità dei ruderi, uno scenario magnifico evocativo dell’originario splendore.

 

Una serata al convento. Il complesso domenicano di Santa Maria della Minerva.
Apertura riservata

santamariasopraminerva1Le cronache del convento della Minerva ricordano due conclavi, il soggiorno di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico, che vi trascorsero gli ultimi anni della vita, le udienze del Tribunale dell’Inquisizione, tra le quali quella conclusiva del processo a Galileo Galilei.
Queste brevi note bastano a suggerire l’importanza che il convento ebbe nella vita di Roma al tempo dei pontefici. Arrivati nel Duecento, i frati occuparono un precedente e modesto monastero femminile, di cui avviarono la ristrutturazione. Ampliato nel tempo grazie a lasciti e donazioni, fu significativamente rinnovato nel Cinquecento e ancora nel secolo seguente, con la costruzione del refettorio, dell’ospizio, della biblioteca, di un grande dormitorio.
In uno dei chiostri resta un importante ciclo di affreschi, restaurato in anni recenti dalla Camera dei Deputati. Quest’ultima occupa dagli anni Settanta un settore del convento con alcuni uffici e le Biblioteche dei due rami del Parlamento. Dunque, un luogo che unisce strettamente l’interesse artistico a quello storico. Potenziata dalla suggestione della sera, la nostra visita si svolge nella parte ancora occupata dai Domenicani.

 

Un caffè, un ristorante o un atelier? Il fascino insolito dell’atelier Canova-Tadolini al Babuino

Visita con degustazione

canovatadoliniAl caffè-ristorante Tadolini il menù si gusta sotto lo sguardo di papi e prelati, Madonne e dame dell’alta società, graziose figure mitologiche e busti all’antica. I tavolini si incuneano fra gessi, marmi, modelli, studi anatomici.
Questo storico atelier di scultura trasformato alcuni anni fa in caffè e salvato così dalla scomparsa, ha visto passare tra le sue mura quattro generazioni di scultori della famiglia Tadolini. Il capostipite Adamo fu l’allievo preferito del Canova, che usò lo studio prima di passarlo al discepolo, garantendo per lui.
In un “set” artistico del tutto speciale le opere di Adamo e quelle dei suoi discendenti, con alcuni pezzi canoviani, raccontano quasi due secoli di scultura mischiate le une alle altre.
Al termine della visita si gusterà…

 

L’EUR. Urbanistica e architettura dal fascismo alla ‘Nuvola’ di Fuksas

eur3L’espansione di Roma verso il mare, il progetto dell’Esposizione Universale del 1942, l’equipe di architetti messa in campo per progettare e realizzare i luoghi, le strade, gli edifici.
La passeggiata entra nel vivo delle vicende che portarono alla realizzazione dell’Eur, analizzando sul campo pregi e difetti del quartiere, rimasto incompiuto per lo scoppio della guerra e successivamente protagonista di tappe importanti nello sviluppo della Capitale.

 

Mostra: Antonio Ligabue

mostraligabue

Folle, timido, maniacale, selvatico, affamato d’amore e infine artista per naturale istinto.
I tormenti e le ossessioni di Antonio Ligabue sono tutti contenuti nel suo mondo pittorico, oscillante tra la serenità bucolica del mondo contadino e l’evocazione di giungle lontane, nelle quali va in scena l’eterna lotta per la sopravvivenza tra predatori e vittime.
In mezzo ci sono gli autoritratti, marchiati dai segni della sofferenza fisica e psichica.
Nelle sculture, tutte a soggetto animale, Ligabue afferra con occhio e mano sicura il soggetto prescelto e lo modella con finezza di dettagli ed equilibrio di proporzioni.
La mostra al Vittoriano riporta Ligabue a Roma dopo molti anni. Con un centinaio di opere, ne ripercorre l’intero cammino artistico.

 

La reggia di Venere. Viaggio artistico e sentimentale tra i capolavori della Villa Farnesina a Via della Lungara

villa-farnesinaLa leggiadria dell’architettura, la ricchezza e la qualità degli affreschi, fanno di questa villa del primo Cinquecento un gioiello raffinato della cultura rinascimentale.
L’amore è il soggetto principale delle favole mitologiche affrescate da Raffaello e dai suoi allievi, da Baldassarre Peruzzi, dal Sodoma e da Sebastiano del piombo.
La villa è sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei.

 

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna

gnam1Le collezioni della GNAM sono ampie e di notevole pregio. A partire da Canova, è possibile seguirvi tutte la fasi del cammino dell’arte figurativa italiana fino ai giorni nostri, nell’oscillare ripetuto tra movimenti antiaccademici o d’avanguardia e riprese del dialogo col passato.
Una frase dell’Amleto ha dato il nome a una nuova e grande mostra: “Time is Out of Joint” – il tempo è fuori dai cardini – inaugurata il 10 ottobre 2016. Il nuovo allestimento abbandona la linearità storica dando alle opere una diversa collocazione slegata dalla rigidità temporale. Opere dell’Ottocento e del Novecento  convivono nelle stesse sale in virtù di segrete o palesi affinità. La mostra, che sconvolge i criteri tradizionali di allestimento museale, durerà fino ad aprile 2018

 

La Chiesa Evangelica Valdese di Piazza Cavour

chiesavaldeseCostruito fra il 1911 e il 1913, il tempio valdese ha un notevole valore artistico e storico-religioso.
Se l’edificio rispetta i canoni della tradizione architettonica protestante, moderno è invece l’uso del cemento armato, una novità nell’architettura sacra romana.
Bellissime le vetrate disegnate da Paolo Antonio Paschetto, con un importante recupero della tecnica antica della vetrata artistica, costosa e complessa.
Le vetrate hanno soggetti floreali, geometrici e simbolici. I simboli, come nella più antica iconografia cristiana, parlano di Dio, dell’anima, della fede, della vita con Cristo, della vita eterna.

 

L’Ara com’era. Un racconto in realtà aumentata del Museo dell’Ara Pacis

arapacis2Muniti di un visore e di cuffie, i visitatori vedono l’Ara Pacis “animarsi” davanti ai loro occhi. Grazie all’effetto della cosiddetta “realtà aumentata” le lastre scolpite del monumento sono virtualmente reintegrate nelle parti mancanti e riacquistano i colori perduti.
Applicato ad uno dei grandi simboli del secolo di Augusto, è questo il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale di un monumento romano.
La visita sarà preceduta da un’introduzione sull’arte e sul ruolo delle immagini nell’età di Augusto a cura di Prospettiva Arte .

 

Mostra: LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore

E’ la mostra con cui il Chiostro del Bramante festeggia i vent’anni di attività.
mostraloveIl tema amoroso è presentato nelle sue diverse manifestazioni: l’amore felice, trasgressivo, ambiguo, incompreso.
La particolarità della mostra è nella scelta del coinvolgimento a tutto campo dei visitatori, che potranno anche fotografare liberamente le opere.
Gli artisti scelti sono tra i più celebri del panorama contemporaneo, alcuni ampiamente storicizzati ed entrati nell’immaginario collettivo, come Andy Warhol, Tom Wesselmann, Robert Indiana, Gilbert & George.

 

La nuova illuminazione del Mosè. Michelangelo a San Pietro in Vincoli

Terminato l’ultimo e recentissimo restauro, una nuova illuminazione si è accesa sul Mosè, che imita laluce naturale e il suo variare quotidiano.
La luce artificiale sostituisce le due finestre un tempo aperte ai lati del sepolcro di Giulio II. L’obiettivo è quello di restituire senso formale e simbolico al capolavoro di Michelangelo, che scolpiva valutando l’effetto dell’incidenza della luce sul marmo.
Ne emergono nuove considerazioni sul capolavoro di Michelangelo, ennesima prova della straordinaria profondità della genialità dell’artista

 

San Lorenzo in Miranda al Foro Romano e il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico

E’ inserita scenograficamente nel Tempio di Antonino e Faustina, le cui colonne creano una sorta di vestibolo di accesso alla chiesa.
Affidata nel 1429 alla Corporazione dei Farmacisti, oggi Nobile Collegio, la chiesa fu fondata fra il VII e il IX secolo.
Rinnovata nel Seicento, contiene opere di artisti come Domenichino e di Pietro da Cortona.
Il percorso di visita include l’Archivio del Collegio con volumi antichi il museo che conserva vasi di farmacia, mortai, strumenti di laboratorio, vetri e medaglie antiche, stampe, dipinti.

Il Cimitero Acattolico alla Piramide

“Una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressisone di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba” (Henry James)
Ancora in uso dal XVIII secolo, il cimitero presso la Piramide Cestia accoglie coloro che per motivi religiosi, secondo le prescrizioni della Chiesa, non potevano essere sepolti nei cimiteri cattolici. Sono inglesi, tedeschi, russi, cinesi, italiani, americani, con un’altissima concentrazione di artisti, scienziati, scrittori, poeti, archeologi e studiosi delle più varie discipline.
Le tombe più celebri sono quelle dei poeti romantici inglesi John Keats e Percy B. Shelley e di Antonio Gramsci.

 

Mostra: “Giovanni Boldini” al Complesso del Vittoriano

Sottili, affusolate, leggere, fasciate da abiti di seta lucente: sono le donne di Boldini, le dame sofisticate del jet set che lo acclamarono ritrattista favorito.
Amatissimo, Boldini trova consensi anche oggi per l’abile leggerezza con cui dà vita ai suoi personaggi.
La grande antologica al Complesso del Vittoriano porta davanti al pubblico centosessanta opere con le quali racconta il cammino artistico del maestro ferrarese.

 

La Reggia di Caserta e la Real Colonia di San Leucio

viaggio di 1 giorno in pullman

La Reggia di Caserta non ha bisogno di presentazione, tanto è salda nell’immaginario comune da costituire un forte richiamo. Un po’ come il Colosseo, se vogliamo.
Meno noto è il vicino borgo di San Leucio, collegato e funzionale alla vita della Reggia.
Usato al principio come riserva di caccia e luogo adatto all’otium, Ferdinando IV decise di impiantarvi una manifattura per la lavorazione della seta, una delle realtà produttive più avanzate del Regno borbonico.
Accanto alla seteria fu costruito un villaggio per gli operai. San Leucio divenne una Real Colonia, in cui la vita e il lavoro erano regolati da uno speciale codice di leggi ispirate al più avanzato riformismo illuminista: un modello per l’Europa preindustriale.
Tra loro complementari, San Leucio e la Reggia sono testimoni importanti di un momento storico felice.

 

Il Marchese del Grillo e il Rione Monti

La storia presunta del misterioso marchese romano e il racconto delle sue micidiali burle all’ombra del Palazzo del Grillo e tra le strade e gli angoli più suggestivi del rione Monti

 

 

Il Natale di Roma. Itinerario storico-ludico con “intermezzo d’attore”

Culto e celebrazioni della fondazione di Roma dagli antichi Romani alle rievocazioni risorgimentali e alle riprese novecentesche. Una passeggiata tra storia, cronaca, letteratura e personaggi che rivivono grazie agli interventi del nostro attore

 

La scoperta della Domus Aurea in “realtà virtuale”

Riaprono le visita al cantiere della Domus Aurea, arricchite da due postazioni multimediali, che ricostruiscono in realtà virtuale gli ambienti della splendida Villa di Nerone.
La tecnologia più aggiornata si mette al servizio dell’archeologia e lascia che il pubblico si emozioni.
Le due soste si alternano alle spiegazioni di un archeologo interno che conduce i visitatori lungo il cantiere di scavo.
L’introduzione alla visita è a cura di Prospettiva Arte.

 

Via dei Fori Imperiali by night

Osservandoli dalla strada, la passeggiata rievoca la storia dei Fori di Nerva, Augusto e Traiano e del Foro romano, affrontando nel contempo le vicende della strada costruita durante il fascismo.

 

 

mostra “Botero” al Complesso del Vittoriano

Uno stile schietto, esaltato dal colore brillante, dispiegato in un’ampia gamma.
L’invenzione singolare di un mondo ‘obeso’, che per Botero è espressione di prorompente vitalità, talmente prodigiosa da investire esseri umani, forme naturali, oggetti.
Amato dal pubblico, il maestro colombiano, che ha appena compiuto 85 anni, è celebrato nella mostra che il Vittoriano gli dedica, la prima retrospettiva italiana mai organizzata.
Una cinquantina di opere, dagli anni Cinquanta a oggi, illustrano il suo percorso artistico, tra echi della grande arte passata e delle tradizioni popolari latino-americane

 

 

Storie di acqua e di terra. Navigazione sul Tevere e visita agli scavi di Ostia antica

Escursione di un giorno in battello e pullman

Alla fine del IV secolo a.C., presso le foci del Tevere, veniva creato un avamposto militare con funzioni di controllo del tratto inferiore del fiume. L’antica Ostia nasceva da quel primitivo castrum, con il prevalere delle funzioni di scalo commerciale, vitale per l’approvvigionamento delle merci destinate a Roma.
Abitata nel periodo del massimo sviluppo da circa cinquantamila persone, Ostia decadde durante il Medio Evo, circostanza che ha garantito l’ottima conservazione degli edifici e dell’impianto urbanistico.
 Per questo la visita agli scavi consente di entrare in contatto con la quotidianità di una città romana antica, con le attività, le necessità e lo stile di vita dei suoi abitanti.
Agli edifici “classici” e monumentali – quali le terme, il teatro, il Foro, i luoghi di culto – Ostia aggiunge le numerose e ben conservate “insulae”, grandi condomini a più piani per le classi meno agiate; le locande che servivano il vino ed il cibo, col bancone sulla strada; le tracce delle transazioni commerciali nelle botteghe che si aprivano sul “Piazzale delle Corporazioni”; e molto altro ancora.
La navigazione sul Tevere è un complemento indispensabile alla visita, data l’importanza del fiume per le origini di Roma stessa. Durante il percorso in battello saranno chiariti il ruolo storico del Tevere e l’impronta che esso ha lasciato nella cultura, nella mentalità, nei miti degli antichi.

Storie di malavita. Carceri e carcerati con “intermezzo d’attore”

Da Regina Coeli alle carceri pontificie di Via Giulia, un itinerario dedicato agli istituti penali dai tempi dello Stato Pontificio alla capitale dello Stato Unitario.
Tra gli argomenti: le condizioni di detenzione, i luoghi delle esecuzioni capitali, prigionieri celebri, come Benvenuto Cellini ed il Conte di Cagliostro, le figure dei boia, Mastro Titta in testa.
Lungo il percorso, come sempre, non mancheremo di guardarci intorno, per cogliere caratteri e atmosfere dei luoghi che attraverseremo.
La ricchezza anche aneddotica degli argomenti trattati offrirà spunti e situazioni all’attore che ci accompagnerà.

Il Ghetto e la Sinagoga

La prima parte del percorso, a cura del nostro storico dell’arte, si svolge fra il Portico di Ottavia e Lungotevere de’ Cenci e ricostruisce la storia dello scomparso Ghetto romano e delle trasformazioni subite dall’area dopo la sua demolizione.
La visita si sposta quindi all’interno della Sinagoga e dell’annesso Museo. Qui, un esperto della comunità ebraica illustra i caratteri formali e funzionali del Tempio Maggiore, i documenti e gli oggetti – argenti, tessuti preziosi, pergamene miniate, marmi – della pregevole raccolta museale.

 

Viaggio nei Fori. Il Foro di Cesare

Anche quest’anno la spettacolare ricostruzione proposta da Piero Angela e dalla sua fedele equipe.
Prima di entrare nell’area archeologica, una introduzione di circa mezz’ora a cura del nostro storico dell’arte metterà a fuoco la figura di Giulio Cesare, i nodi principali della sua politica, la portata propagandistica del complesso forense.

 

Il signore del lago. Bracciano e il suo castello

Bracciano si trova lungo l’antica via Clodia. Non sappiamo quale sia l’origine del nome, ma nello stemma del Comune c’è un braccio con una rosa nel pugno, simbolo della famiglia feudataria degli Orsini.
A loro si deve la costruzione del severo ed elegante Castello, uno dei più rinomati del Lazio, realizzato nella seconda metà del Quattrocento.
Il borgo, dalle innegabili attrattive, si concentra compatto intorno al Castello, sul quale le strade aprono vedute suggestive.

 

San Giovanni e la notte delle streghe

Durante la notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, si credeva che le streghe sostassero a Roma, prima di proseguire per Benevento, dove si sarebbero incontrate sotto un famoso albero di noce.
I romani andavano presso la basilica del Laterano a compiere riti vecchi di secoli, portando con sé strumenti rumorosi per tenerle lontane.
Mangiavano lumache per risanare contrasti con parenti, accendevano i fuochi di San Giovanni, raccoglievano la rugiada del mattino e le erbe terapeutiche.
A metà tra fede e superstizione, paganesimo e cristianesimo, erano i riti con cui si celebrava il solstizio d’estate.
Si parlerà anche delle persecuzioni contro le “streghe” tra il Medio Evo e l’età moderna, con un apparente “fuori tema” dedicato alla storia, forse leggendaria, della Papessa Giovanna.

 

Il solstizio d’estate al Pantheon

Il 21 giugno, alle 13 in punto, un raggio di sole penetra dall’occhio della cupola e colpisce un punto preciso davanti al portale di ingresso.
Il Pantheon era forse un osservatorio astronomico? Una meridiana al contrario, dove è la luce e non l’ombra a segnare il tempo.
La più integra delle architetture romane sopravvissute in città conserva ancora molti misteri, a dispetto delle limpide proporzioni che ne contraddistinguono il carattere.

 

Roma … da sotto in su. Tramonto sul Tevere con buffet e “intermezzo d’attore”

Com’è Roma vista dal Tevere? Che effetto fa navigare dolcemente e vederla apparire pian piano? Monumenti, palazzi, luoghi che vediamo tutti i giorni acquistano un altro incanto, svelando nuove relazioni prospettiche, volti inediti.
Anche i suoni e i rumori giungono diversi.
Navigando da Ponte Cestio a Ponte Flaminio racconteremo, con l’aiuto del nostro attore, la storia dei ponti antichi e moderni, il rapporto tra i romani e il Tevere, i commerci e i riti antichi connessi con l’acqua.
Durante la navigazione sarà aperto un buffet  per gli ospiti

 

Viaggio nei Fori. Il Foro di Augusto

Dopo la recente visita al Foro di Cesare, proseguiamo l’affascinante esplorazione dei Fori imperiali potenziata dalle proiezioni spettacolari dell’equipe di Piero Angela.
La ricostruzione virtuale del Foro di Augusto conduce per mano gli spettatori tra le meraviglie della piazza voluta da Ottaviano Augusto in onore di Giulio Cesare.
Luci, colori, animazioni, effetti sonori fanno rivivere gli ambienti forensi, il Tempio di Marte Ultore, le statue a corredo del complesso, i dettagli decorativi dell’architettura.
Prima di entrare nell’area archeologica, una introduzione di circa mezz’ora a cura del nostro storico dell’arte metterá a fuoco il significato simbolico e propagandistico affidato da Augusto alle imprese artistiche di cui si fece promotore

 

Cronache dei Borgia. Passeggiata serale

La ‘leggenda nera’ dei Borgia stuzzica ancora l’immaginario contemporaneo, mentre gli studi moderni hanno riconsiderato con maggiore equilibrio il ruolo storico di Alessandro VI e dei suoi figli.
La passeggiata evoca dunque le figure del papa, di Lucrezia, di Cesare, tra ambizioni politiche e fatti della vita privata attraverso i luoghi nei quali vissero, tra piazza Sforza Cesarini e Palazzo Farnese

La città dell’acqua. Fontane e fontanelle dal Rinascimento al Barocco

Un itinerario che punta lo sguardo su quei fondamentali elementi di arredo urbano che sono le fontane, piccole e grandi.
Attraverso di esse è possibile ripercorrere la storia della riapertura degli antichi acquedotti tra il Cinque e il Seicento, in contemporanea con gli interventi urbanistici promossi dai papi, ed osservare le scelte dei grandi architetti impegnati nella progettazione.
L’itinerario parte da piazza Campitelli e arriva a piazza Navona. Vedremo, tra le altre, la Fontana delle Tartarughe, le fontane di Piazza Farnese e la berniniana Fontana dei Fiumi

 

Mostra: Picasso tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925

Le stagioni della pittura di Picasso sono innumerevoli.
Sperimentatore infaticabile, l’artista ha alternato le sterzate verso le novità più drastiche, ai ritorni al passato dell’arte, spingendosi fino al recupero della pittura preistorica. Tutto questo senza mai rinunciare a imprimere il proprio inconfondibile segno.
La mostra delle Scuderie considera il decennio nel quale Picasso supera il cubismo e torna alla rappresentazione delle forme nella loro interezza, a partire dal fondamentale viaggio in Italia compiuto nel 1917 per eseguire scene e costumi del balletto Parade, allestito dalla grande compagnia dei Balletti Russi.
Tra dipinti, collages, pastiches, i capolavori esposti per celebrare i cento anni da quel viaggio arrivano da grandi musei come la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Picasso di Barcellona.

 

Teatro di rovine. Villa Adriana a Tivoli

La più grande delle domus imperiali esistenti, legata all’affascinante figura di Adriano, è un complesso di palazzi, terme, ninfei, costruiti su un terreno vasto il doppio di quello su cui sorse Pompei.
Pensata come cittadella del potere alternativa a Roma, doveva essere anche un “buen retiro”, un rifugio confortevole e splendido per il colto imperatore, appassionato d’arte ed esperto di architettura.
Contesto incomparabile dalle evidenti potenzialità sceniche, le rovine si prestano alla teatralizzazione, come intuì acutamente Giorgio Albertazzi che per vent’anni vi ha portato in scena le commoventi Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
Nel corso della visita guidata gli intermezzi recitati del nostro attore daranno vita a fatti e protagonisti del passato.

Mostra: Monet

Vengono dal Museo Marmottan di Parigi i quadri proposti dalla mostra di autunno al Vittoriano. Una sessantina in tutto, scelti tra quelli donati al Museo dal figlio dell’artista.
Una selezione in grado di riassumere l’arco della carriera di Monet.
Si comincia con le caricature eseguite dal pittore adolescente, cui seguono le vedute di Parigi e Londra, di Vetheuil e Pourville.
Infine la stagione di Giverny, rappresentata dai dipinti con le ninfee, le rose e i salici del celebre giardino

 

Mostra: Arcimboldo

E’ raro vedere l’Arcimboldo in mostra. Con difficoltà le sue opere sono concesse in prestito dai musei.
A Palazzo Barberini le tele dell’artista sono esposte insieme a quelle di pittori milanesi suoi contemporanei e a un gruppo di oggetti pregiati, tra i quali cristalli, armature e vetrate.
Arcimboldo è dunque inserito e compreso entro la cultura manierista del Cinquecento, fortemente attratta dalle cose rare e preziose, artificiali o naturali, simili a quelle attraverso il cui assemblaggio nascono le teste bizzarre e paradossali dell’artista.
Un mondo irreale di volti inafferrabili, arcigni, mostruosi, irriverenti, ironici.
In mostra celebri capolavori come le Stagioni e l’Ortolano. Di notevole interesse anche i disegni all’acquerello per le feste di corte degli Asburgo, dei quali il pittore fu apprezzato ritrattista.

 

Mostra: Hokusai. Sulle orme del maestro

La grande onda di Kanagawa è l’immagine più celebre del pittore giapponese vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, la sola, forse, che molti occidentali conoscono.
Ma Hokusai fu pittore amatissimo da artisti come Van Gogh, Manet e Monet, che a lui di ispirarono.
La mostra presenta duecento opere su carta, esposte a rotazione di un centinaio alla volta per la fragilità del supporto.
Raggruppate per temi, dimostrano la varietà, l’incanto e la ricchezza della produzione del maestro: bellezze femminili, fiori e animali, guerrieri e ritratti del teatro kabuki.

 

La nuova “Rinascente”: dal megastore ai resti dell’Acqua Vergine

La nuova “Rinascente”: dal megastore ai resti dell’Acqua Vergine
La Rinascente ha riaperto e nel farlo ha perso l’articolo (ora si chiama Rinascente e basta), ma nel contempo ha acquistato un nuovo spazio in via del Tritone, nella sede di un palazzo di otto piani ristrutturato da alcuni architetti di chiara fama.
Il nuovo megastore, pensato in uno stile di ascendenza razionalista, ingloba con naturalezza resti del passato di Roma: la facciata di un palazzetto di inizio ‘900, che si è scelto di restaurare e conservare, e una sessantina di metri dell’Acquedotto Vergine, quello voluto da Agrippa nel 19 a.C., ottimamente conservati e offerti alla fruibilità del pubblico.
Insomma, dal piano “infero” dei reperti archeologici alle terrazze panoramiche, da cui si gode una vista indimenticabile, la rinata Rinascente è divenuta un manualetto di storia urbanistica di Roma lungo parecchie decina di secoli.
Non mancate, si tratterà di una visita innovativa e interessante …e al termine, chi vorrà potrà restare per lo shopping!

Bernini scultore. La nascita del Barocco in casa Borghese

Bernini e la Galleria Borghese si specchiano l’uno nell’altra.
Lui, il genio del barocco, è anche genius loci del museo.
Diverse decine di opere arrivano da tutto il mondo a colloquiare con le sculture ‘di casa’, quelle commissionate dai Borghese che tennero a battesimo, artisticamente parlando, Bernini adolescente.
Bozzetti e dipinti ampliano il raggio di indagine sul metodo e le ambizioni del maestro, che fu artista totale: architetto e scenografo, scultore e allestitore di feste e apparati cerimoniali.
L’attuale mostra si ricollega idealmente a quella dedicata al Bernini vent’anni fa, con cui la Galleria riaprì al pubblico dopo il lungo restauro.

 

La Galleria Doria Pamphilj

Una splendida collezione storica, che la famiglia Doria mette generosamente a disposizione dei visitatori con la regolare e quotidiana apertura delle sale del palazzo di Via del Corso.
Il percorso attraversa i magnifici ambienti della residenza, dove i dipinti si allineano in fitta sequenza sulle pareti. Vi figurano opere di Guido Reni, Tiziano, Caravaggio, Guercino, Parmigianino e il celebre Ritratto di Innocenzo X, capolavoro di Diego Vélazquez.

 

La “nave” in mezzo al fiume. L’Isola Tiberina e la chiesa di San Bartolomeo

L’ininterrotta vocazione sanitaria dall’antica Roma ad oggi, la funzione commerciale che l’Isola ebbe per la crescita della città, la leggenda della fondazione del tempio di Esculapio cui si lega la scelta degli antichi di dare all’Isola la forma di un vascello.
Questo e molto altro verrà narrato nel corso della visita, che entra nella chiesa di San Bartolomeo, eretta sul sito del tempio nel X secolo.
La chiesa combina rifacimenti barocchi di pregio con resti medioevali e custodisce in un angolo due affreschi, che riservano una piccola sorpresa…

 

Mostra Arcimboldo

E’ raro vedere l’Arcimboldo in mostra. Con difficoltà le sue opere sono concesse in prestito dai musei.
A Palazzo Barberini le tele dell’artista sono esposte insieme a quelle di pittori milanesi suoi contemporanei e a un gruppo di oggetti pregiati, tra i quali cristalli, armature e vetrate.
Arcimboldo è dunque inserito e compreso entro la cultura manierista del Cinquecento, fortemente attratta dalle cose rare e preziose, artificiali o naturali, simili a quelle attraverso il cui assemblaggio nascono le teste bizzarre e paradossali dell’artista.
Un mondo irreale di volti inafferrabili, arcigni, mostruosi, irriverenti, ironici.
In mostra celebri capolavori come le Stagioni e l’Ortolano. Di notevole interesse anche i disegni all’acquerello per le feste di corte degli Asburgo, dei quali il pittore fu apprezzato ritrattista.

 

Le gemme della Galleria Colonna

Una sfacciata esibizione di gloria e di potenza affidata alla spettacolarità di un Barocco che non risparmia rivestimenti d’oro e ampie superfici affrescate: la splendente Galleria che apre il percorso museale, è il biglietto da visita del Palazzo di famiglia, l’antica dimora dei “Colonnesi” rinnovata nel XVII secolo senza risparmio di mezzi.
La bellezza degli ambienti è amplificata dagli arredi e dall’importante collezione di pittura che contiene, fra le altre, opere di Bronzino, Tintoretto, Guido Reni, Salvator Rosa e il celeberrimo Mangiafagioli di Annibale Carracci.

Mostra “Bernini” alla Galleria Borghese

Bernini e la Galleria Borghese si specchiano l’uno nell’altra.
Lui, il genio del barocco, è anche genius loci del museo.
Diverse decine di opere arrivano da tutto il mondo a colloquiare con le sculture ‘di casa’, quelle commissionate dai Borghese che tennero a battesimo, artisticamente parlando, Bernini adolescente.
Bozzetti e dipinti ampliano il raggio di indagine sul metodo e le ambizioni del maestro, che fu artista totale: architetto e scenografo, scultore e allestitore di feste e apparati cerimoniali.
L’attuale mostra si ricollega idealmente a quella dedicata al Bernini vent’anni fa, con cui la Galleria riaprì al pubblico dopo il lungo restauro.

“Mor’ammazzato chi nun porta er moccolo!”

Passeggiata di carnevale con “intermezzo d’attore”


Nel suo “Viaggio in Italia” Wolfgang Goethe scriveva: “Il carnevale romano non è una festa che viene concessa al popolo, ma una festa che il popolo si concede”. Tra via del Corso e piazza Venezia, la passeggiata percorre alcuni dei luoghi dello storico carnevale romano, abolito nel 1882, ma perfettamente descritto nelle pagine di cronisti, viaggiatori, letterati.
Parleremo della Corsa dei Berberi, della Festa dei Moccoletti, delle trasformazioni subite dalla festa nel corso dei secoli, dei divieti e del controllo esercitato dalle autorità.
Evocheremo personaggi e situazioni, con l’aiuto del nostro attore.

Mostra “Monet”

Vengono dal Museo Marmottan di Parigi i quadri proposti dalla mostra di autunno al Vittoriano. Una sessantina in tutto, scelti tra quelli donati al Museo dal figlio dell’artista.
Una selezione in grado di riassumere l’arco della carriera di Monet.
Si comincia con le caricature eseguite dal pittore adolescente, cui seguono le vedute di Parigi e Londra, di Vetheuil e Pourville.
Infine la stagione di Giverny, rappresentata dai dipinti con le ninfee, le rose e i salici del celebre giardino

 

Galleria Spada. Lo spazio che non c’è

Negli anni Cinquanta del Novecento Federico Zeri, direttore della Galleria, riuscì a recuperare le opere disperse della seicentesca collezione del cardinal Bernardino Spada e a riaprire la raccolta al pubblico.
Distribuita in quattro sale, la pinacoteca Spada mantiene il delizioso carattere intimo di una quadreria privata, conservando opere di maestri del Seicento, dal Guercino a Guido Reni ad Artemisia e Orazio Gentileschi, e diverse sculture antico romane. Ma il Palazzo, nell’architettura e negli ornati, è di per sé un’opera di altissimo profilo, come è subito evidente davanti al fitto rivestimento di stucchi sulla facciata e sulle pareti del cortile. In più contiene uno dei capolavori di Francesco Borromini, perfetta materializzazione del principio barocco della meraviglia. Ci riferiamo alla celebre e illusoria galleria prospettica che l’architetto realizzò a metà del Seicento per il cardinale committente.

 

Delizie dell’eclettismo romano. Il Casino Nobile e la Casina delle Civette a Villa Torlonia

Acquistata dai Torlonia a fine Settecento, la Villa ha ricevuto nel XIX secolo la fisionomia eclettica propria di quel tempo.
La temperata eleganza neoclassica degli esterni del Casino Nobile lascia il posto, all’interno, alle rievocazioni di stili passati, con la sala all’egizia che si alterna al bagno pompeiano, la sala gotica al gusto neorinascimentale del salone da ballo.
La Casina delle Civette interpreta l’eclettismo in chiave fantastica e onirica. Ridondante di decori, conserva parte delle bellissime vetrate originali, cui si sono aggiunte quelle del Museo della Vetrata Artistica, da anni ospitato nella Casina.

Il ghetto, la Sinagoga e il Museo Ebraico

 

 

 

 

 

La prima parte del percorso si svolge fra il Portico di Ottavia, recentemente riconsegnato alla città dopo moltissimi anni di complessi restauri, e Lungotevere de’ Cenci. Il nostro storico dell’arte ricostruisce le vicende dello scomparso Ghetto romano e delle trasformazioni subite dall’area dopo la sua demolizione.
La visita si sposta quindi all’interno della Sinagoga e dell’annesso Museo. Qui, un esperto della comunità ebraica illustra i caratteri formali e funzionali del Tempio Maggiore e i documenti e gli oggetti, tra cui argenti, tessuti preziosi, pergamene miniate, della pregevole raccolta museale.

Delizie dell’eclettismo romano. Il Casino Nobile e la Casina delle Civette a Villa Torlonia

Acquistata dai Torlonia a fine Settecento, la Villa ha ricevuto nel XIX secolo la fisionomia eclettica propria di quel tempo.
La temperata eleganza neoclassica degli esterni del Casino Nobile lascia il posto, all’interno, alle rievocazioni di stili passati, con la sala all’egizia che si alterna al bagno pompeiano, la sala gotica al gusto neorinascimentale del salone da ballo.
La Casina delle Civette interpreta l’eclettismo in chiave fantastica e onirica. Ridondante di decori, conserva parte delle bellissime vetrate originali, cui si sono aggiunte quelle del Museo della Vetrata Artistica, da anni ospitato nella Casina.

Mostra “Bernini” alla Galleria Borghese


Bernini e la Galleria Borghese si specchiano l’uno nell’altra.
Lui, il genio del barocco, è anche genius loci del museo.
Diverse decine di opere arrivano da tutto il mondo a colloquiare con le sculture ‘di casa’, quelle commissionate dai Borghese che tennero a battesimo, artisticamente parlando, Bernini adolescente.
Bozzetti e dipinti ampliano il raggio di indagine sul metodo e le ambizioni del maestro, che fu artista totale: architetto e scenografo, scultore e allestitore di feste e apparati cerimoniali.
L’attuale mostra si ricollega idealmente a quella dedicata al Bernini vent’anni fa, con cui la Galleria riaprì al pubblico dopo il lungo restauro.

Mostra “TURNER”. Opere della Tate

Vengono dalla Tate Britain di Londra le opere che vedremo al Chiostro del Bramante.
Sono disegni, oli, schizzi, acquerelli che il grande maestro inglese aveva dipinto per se stesso e poi donato all’Inghilterra.
L’incontro con la pittura di uno dei più personali e originali interpreti del Romanticismo per immagini, permette di cogliere, oltre alla vibrante bellezza delle forme, anche la forza anticipatrice di futuri linguaggi artistici, come l’Impressionismo

Firenze classica e nascosta. La Galleria degli Uffizi e la Cavalcata dei Magi

Itinerario culturale di un giorno in treno


Una lunga piazza porticata ispirata al foro delle città romane, la bella finestra serliana aperta sull’Arno, l’organizzazione razionale degli spazi in funzione del loro utilizzo: il Palazzo degli Uffizi è nato nel XVI secolo per ospitare gli uffici amministrativi e giudiziari, secondo la volontà del granduca Cosimo I, con Giorgio Vasari architetto.
Presto i granduchi vi raccolsero le collezioni d’arte e antichità e nel XVIII secolo aprirono al pubblico le prime sale.
Descrivere con poche battute quanto gli Uffizi contengono è impossibile e in fondo inutile.
Straordinario contenitore di bellezza, testimoniano le stagioni più alte della civiltà fiorentina e italiana.
Nell’inesauribile offerta d’arte di Firenze, abbiamo scelto di unire al grande “classico” degli Uffizi un luogo meno conosciuto, esterno alle consuetudini del turismo: la Cappella dei Magi di Palazzo Medici-Riccardi, gemma raffinatissima del Rinascimento, decorata dai luminosi affreschi di Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico.

Domenica 18 marzo ore 10.40 – La galleria Doria Pamphilj

Una splendida collezione storica, che la famiglia Doria mette generosamente a disposizione dei visitatori con la regolare e quotidiana apertura delle sale del palazzo di Via del Corso.
Il percorso attraversa i magnifici ambienti della residenza, dove i dipinti si allineano in fitta sequenza sulle pareti.
Vi figurano opere di Guido Reni, Tiziano, Caravaggio, Guercino, Parmigianino e il celebre Ritratto di Innocenzo X, capolavoro di Diego Vélazquez.

La Moschea e il Centro Culturale Islamico di Paolo Portoghesi

Giusto all’intersezione tra Oriente e Occidente, la moschea di Monte Antenne fa i conti con l’architettura tradizionale dei luoghi di culto islamici e il peso della cultura architettonica romana, antica e meno antica.
Così vi si ritrovano il Pantheon, l’arco intrecciato arabo-normanno, Francesco Borromini, tenuti insieme dalla maestria di Portoghesi.
Gli aspetti dottrinali e liturgici dell’islam saranno trattati dal personale del centro islamico.
Il nostro storico dell’arte si occuperà dei caratteri formali e stilistici del complesso.

Passeggiata Nemico pubblico: l’assassinio di Cesare alle Idi di Marzo

Visita guidata con “intermezzo d’attore”
Dichiarato nemico pubblico, il 15 marzo del 44. a.C. Giulio Cesare cadeva ucciso da ventitré coltellate nella Curia di Pompeo.
Gli archeologi hanno individuato il luogo dell’assassinio in alcuni resti in prossimità dell’Area Sacra di Largo Argentina.
Incentrata su quei fatti così gravidi di conseguenze per la storia di Roma, la passeggiata si svolge tra Piazza dei Satiri e Largo Argentina, intrecciando i dati archeologici a quelli storici.
La persistenza del mito di Cesare nei secoli ha alimentato l’arte, la letteratura, il teatro.
Il nostro attore darà corpo e voce ai protagonisti di quella lontana vicenda.

La Villa alla Farnesina a via della Lungara. La loggia che non c’è


Forse c’è. I magnifici inganni dell’arte. Mini ciclo di visite in tre atti

Cieli dipinti che spalancano sublimi visioni celesti, finti colonnati aperti su incantevoli vedute fluviali, vere architetture che si rivelano altro da quello che appaiono: l’arte visiva è arte dell’inganno, illude lo sguardo e lo trascina nelle sue meravigliose finzioni. Questo è stato per secoli e, sia pure con mezzi e fini differenti, lo è talvolta ancora oggi.
Questo è il fil rouge di un piccolo ciclo di visite che vi invita a lasciarvi sedurre dalla magia dell’arte, esplorando tre casi esemplari di applicazione della scienza prospettica dal Rinascimento agli ineguagliabili vertici barocchi.
(Prossima visita: La Chiesa di Sant’Ignazio. La cupola che non c’è)

Gioiello del primo Cinquecento, è una delicata prova architettonica del senese Baldassarre Peruzzi, al servizio del ricchissimo e potente banchiere Agostino Chigi.
L’interno è interamente affrescato con dipinti a tema mitologico che celebrano tutte le forme dell’amore, opera di Raffaello e dei suoi allievi, dello stesso Peruzzi, finissimo esecutore di finte prospettive, e del Sodoma.
I capolavori sono la Galatea di Raffaello, la Sala delle Prospettive e la loggia di Psiche, aperta verso il giardino.

Fatti e opere del Caravaggio: passeggiata nei luoghi della vita

Amici, avversari, committenti, amanti, botteghe d’artista, osterie: le frequentazioni e i luoghi della quotidianità del Caravaggio sono largamente noti.
Allo stesso modo sono documentati gli episodi criminali di cui si rese colpevole, fino all’ultimo e definitivo, che lo costrinse alla fuga da Roma.
La passeggiata tra le vie del Campo Marzio, oscillando sul doppio binario della vita e dell’arte, segue le orme del Caravaggio fino al Vicolo del Divino Amore, dove è stata individuata la casa che prese in affitto.
Due brevi soste saranno dedicate alle opere: la prima presso la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, la seconda davanti alla Madonna dei Pellegrini in Sant’Agostino.

sabato 23 febbraio ore 10.45 – La Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini

Il Palazzo ha una storia prestigiosa. Nato nel ‘500 per i Riario, nel XVII secolo fu residenza della regina Cristina di Svezia, che vi tenne un circolo intellettuale. Passato ai Corsini, fu donato allo Stato nel 1883. Oggi, oltre a ospitare l’ Accademia dei Lincei, è una delle sedi delle raccolte nazionali d’ arte antica. Tra le opere vi si ammirano un San Giovanni Battista del Caravaggio, la Salomè di Guido Reni, una bella Madonna col Bambino di Orazio Gentileschi

Mercoledì 20 febbraio ore 11.00 – La casa-museo di Giorgio De Chirico

Giorgio De Chirico, insieme alla moglie Isa, ha vissuto per trent’anni nella bella casa che occupa i tre ultimi piani dello storico Palazzetto dei Borgognoni, a lato della scalinata di Piazza di Spagna. La Fondazione a loro intitolata custodisce con cura arredi, cimeli e le molte opere, tra sculture e dipinti, qui lasciate dall’artista. Al secondo piano si conserva l’atelier con l’ultima opera, rimasta incompiuta

Sabato 16 febbraio ore 10.45 – San Lorenzo in Lucina. La chiesa e l’area archeologica

Chiesa tra le più antiche di Roma, le sue origini si fanno risalire al IV-V secolo. Ristrutturata nel Seicento da Cosimo Fanzago, possiede un importante patrimonio artistico i cui punti di forza sono la Cappella Fonseca del Bernini e una nota Crocifissione di Guido Reni. Di grande interesse l’area di scavo sottostante, con resti di affreschi e mosaici di una domus romana del II secolo d.C. e di un’insula successiva

Domenica 10 febbraio ore 11.15 – Una visita al MAXXI, il Museo delle Arti e dell’Architettura del XXI secolo

L’edicio di Zaha Hadid è un’architettura complessa di volumi che si intersecano e si sovrappongono, di pieni e di vuoti che si alternano. La sua costruzione ha impresso un nuovo carattere alla zona, completandone la vocazione di polo culturale e sportivo, già ribadita dal vecchio Villaggio Olimpico e dall’Auditorium di Renzo Piano. La visita analizza le caratteristiche dell’architettura e riflette sui nuovi modelli museali introdotti dalla contemporaneità

Sabato 9 febbraio ore 10.30 – L’eclettismo: il quartiere Coppedè

Uno degli episodi più singolari dell’architettura romana dei primi vent’anni del Novecento ed un caso esemplare dell’eclettismo disinvolto dell’architetto fiorentino Gino Coppedè. Gli elementi decorativi vengono dal Vicino Oriente, dal Rinascimento, dal Manierismo, dal Quattrocento fiorentino. Un pastiche di stili fatto apposta per solleticare il gusto dell’alta borghesia dell’epoca.

Sabato 2 febbraio ore 10.45 – Rhinoceros. Il palazzo della Fondazione Alda Fendi e l’Adolescente di Michelangelo dall’Ermitage

Fra le novità nel panorama delle iniziative culturali romane, il nuovo spazio della Fondazione Alda Fendi è situato in un palazzo del Seicento ristrutturato da Jean Nouvel, architetto di fama mondiale. In questo periodo il centro ospita l’Adolescente di Michelangelo, concesso in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo. Un’occasione duplice che permette di ammirare la bella scultura del Buonarroti e gli spazi rimodellati da un grande architetto del nostro tempo.
L’introduzione alla visita sarà curata dalla nostra storica dell’arte. La visita all’interno è a cura del personale della Fondazione.

Sabato 26 gennaio ore 10.15 – La tenzone barocca: Borromini e Bernini al Quirinale

I pochi passi che separano le chiese di Sant’Andrea al Quirinale e di San Carlino alla Quattro Fontane, sono anche quelli che separano le interpretazioni del Barocco di Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini.
La prossimità permette un confronto ravvicinato tra due capolavori assoluti dei loro autori, notoriamente rivali fra loro. L’eleganza finissima ottenuta dal Bernini nel Sant’Andrea, la tensione dinamica del San Carlino di Borromini, dimostrano sia la possibilità di raggiungere canoni armonici differenti, sia l’inconsistenza di alcuni luoghi comuni sul Barocco, quale stile di mero artificio, mondano e teatrale

Sabato 19 gennaio ore 16.00 – La Storia nel Metrò. La nuova Stazione San Giovanni della Metro C

Si scende e si sale lungo la Storia nella nuovissima Stazione San Giovanni, una stazione-museo per ora unica. I materiali trovati durante lo scavo, sceso fino a trenta metri di profondità, sono esposti nelle teche all’interno della stazione. Vi i trovano anfore, resti alimentari, condutture, statue. Spostarsi nella stazione significa attraversare le età della storia di Roma con una esperienza immersiva di indubbio interesse

Mercoledì 16 gennaio ore 15.15 – Palazzo Pamphilj a Piazza Navona

La sontuosa dimora barocca dei Pamphilj è uno dei palazzi più belli di Roma. Innocenzo X ne affidò il progetto a Girolamo Rainaldi. I migliori frescanti della Roma del Seicento realizzarono la decorazione delle sale, da Agostino Tassi a Gaspar Dughet.
L’apice è raggiunto da Pietro da Cortona nella volta della Galleria, con il ciclo delle Storie di Enea, spettacolare per esuberanza di tocco e invenzioni illusionistiche.
Acquistato dal Brasile, dal 1961 ne ospita l’Ambasciata

Sabato 12 gennaio ore 10.45 – La Basilica di Santa Maria in Aracoeli e la profezia della Sibilla

Visita inaugurale gratuita con rinnovo della tessera associativa
Storia e opere della basilica che svetta altissima in cima alla scalinata costruita nel Trecento in ringraziamento, dicono, per la fine della peste.
Chiesa dei Francescani, ma già esistente nel VII secolo, era annessa al convento dei frati, demolito a fine Ottocento per fare posto al Vittoriano.
Anticamente sullo stesso sito si trovava il tempio di Giunone Moneta. L’interno a tre navate separate da colonne di spoglio mostra i mutamenti
accaduti nel tempo accostando opere del tardo Medio Evo a interventi rinascimentali e barocchi.
Sopra l’altare maggiore è l’immagine della Madonna col Bambino, del X-XI secolo, oggetto, nel passato, di grande venerazione.
Il capolavoro della chiesa è la Cappella Bufalini affrescata dal Pinturicchio con Storie di San Bernardino.

Sabato 29 dicembre ore 10.30 – Mostra “Marcello Mastroianni” all’Ara Pacis

Difficile non amarlo Mastroianni, divo per fama e per successi, antidivo nei comportamenti, per innata e intelligente riservatezza.
Attore dai molti registri, dal brillante al drammatico, fu scoperto da Luchino Visconti nel teatro e consacrato da Mario Monicelli e da Fellini.
Un centinaio di film all’attivo, tra i quali non pochi capolavori. La mostra che all’Ara Pacis lo ricorda, tra scritti, fotografie, immagini inedite, celebra insieme a lui grandi attori del cinema e del teatro: Vittorio Gassman, Rina Morelli, Paolo Stoppa e tanti altri.
Attraverso la lunga carriera di Mastroianni si rende omaggio al cinema italiano del Novecento, che è stato uno dei più importanti strumenti di crescita culturale del nostro paese.

Domenica 16 dicembre ore 14.15 – Che rompicapo è questo? Quattro passi tra le rovine del Colosseo

Visita speciale per bambini e … grandi
Nonostante la familiarità visiva che noi tutti abbiamo con il Colosseo, una volta all’interno non è facile immaginare la struttura originaria dell’edificio, la disposizione dei settori, la funzionalità delle gallerie e delle scale.
Intuiamo tuttavia la magistrale capacità costruttiva dei Romani dall’imponenza di ciò che resta.
La visita ricostruisce la storia del Colosseo e degli spettacoli dei gladiatori e si estende dalla base dell’arena fino al Belvedere Valadier.
Da qui la vista abbraccia l’arco di Costantino, i resti del Palatino e il tempio Adrianeo di Venere e Roma.

Sabato 15 dicembre ore 10.45 – Michelangelo scultore e ingegnere: la “Pietà” e la cupola di San Pietro

Non si può far altro che mettersi in fila, come gli altri turisti, e attendere di passare i controlli. La fila di solito scorre veloce, con regolarità.
Approfitteremo di questo breve tempo di attesa per raccontare la storia della basilica vaticana, iniziata sotto Costantino, nel IV secolo. San Pietro concentra nelle sue immense navate diversi capolavori, il maggiore dei quali è certamente la Pietà che il giovane Michelangelo scolpì nel 1498. L’ispirazione gli venne da un soggetto diffuso nella scultura del Nord Europa, da lui però profondamente rinnovato. Perfetta nell’esecuzione, levigata e lavorata nei minimi dettagli, è l’unica opera da lui firmata.
Dedicata prima di tutto alla Pietà, la visita prenderà in considerazione anche gli interventi barocchi del Bernini, la cupola dello stesso Michelangelo e, tra le opere considerevoli, il sepolcro di Clemente XIII di Antonio Canova

Domenica 9 dicembre ore 15.45 – Aspettando Natale…

Dal dio Mitra alla nascita di Cristo. San Clemente: il Mitreo e la basilica
Mitra è un’antichissima divinità indoiranica, il cui culto fu importato in Occidente dall’esercito romano, conoscendo ampia diffusione contemporaneamente all’affermarsi del Cristianesimo.
Il 25 dicembre i seguaci di Mitra festeggiavano il loro dio. Non è un caso che la celebrazione della Natività di Cristo abbia finito per coincidere con quella data.
Del resto, Mitraismo e Cristianesimo condividono alcuni interessanti aspetti, che la visita intende mettere in luce.
Il complesso di San Clemente è forse il luogo che meglio si presta allo scopo. Sotto alla splendida basilica del XII secolo, che conserva uno dei più eccezionali mosaici medioevali di Roma, si trovano i resti della chiesa paleocristiana, con ampio patrimonio di affreschi, e a un livello ancora inferiore quelli di un Mitreo del II secolo d.C. Qui si svolgevano cerimonie e riti attraverso i quali i fedeli raggiungevano la perfezione dell’anima.
Una visita prefestiva per uno sguardo sul Natale da un punto di vista inconsueto.

Sabato 1 dicembre

“Greccio e la nascita del Presepe”

itinerario culturale di un giorno in pullman

Ascetici ed essenziali, delicatamente naïf, affollati di comparse o concentrati attorno ai protagonisti: qualunque sia lo stile e lo spirito, tutti i presepi del mondo hanno origine dal presepe vivente che San Francesco allestì in una grotta presso il borgo fortificato di Greccio, durante il Natale del 1223.
Da secoli un santuario aggrappato alla roccia ne custodisce la memoria.
Affacciato sulla conca reatina, il borgo è assai grazioso e in prossimità del Natale ricorda quello storico evento con varie iniziative.
Le casette di legno del mercatino natalizio si inseriscono bene nell’atmosfera del luogo.
Non manca un Museo Internazionale del Presepe ricavato in una chiesa antica, mentre la figura del santo è ricordata in una serie di pitture che artisti di varia nazionalità hanno dipinto sui muri esterni delle case.

Domenica 25 novembre ore 11.20 – Mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”

Perché una mostra su Ovidio, grande poeta latino dell’età augustea?
Perché non solo intorno alla sua personalità si ricostruisce il contesto storico della Roma in cui visse, ma anche perché i suoi versi, moltissimi dedicati all’amore, hanno ispirato innumerevoli opere d’arte antica e moderna, fino ad esempi contemporanei.
Ecco dunque unite la parola e l’immagine, in un percorso che accosta affreschi e sculture antiche, manoscritti medievali e dipinti, dipanando man mano i temi e il carattere della sua opera letteraria.
Tra i pezzi in esposizione, affreschi provenienti da Pompei, sculture dal Museo Archeologico di Napoli, opere di Botticelli, Domenichino, Ribera.

Sabato 24 novembre ore 10.30 – Il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo

Eccezionale raccolta di arte antica comprendente sezioni di statuaria, pittura, mosaico. Molte sculture sono copie romane di opere greche, dal Discobolo di Mirone all’Afrodite accovacciata, ma ci sono anche originali greci.
Notevole la carrellata di ritratti, che permette di seguire l’evoluzione di un genere nel quale i Romani eccelsero.
Affreschi e mosaici documentano la decorazione di lussuose residenze di cui sono ricostruiti alcuni ambienti: il giardino affrescato dalla Villa di Livia a Prima Porta e le pitture parietali dalla Villa della Farnesina.

16-18 novembre – Venezia. L’arte, la città, i mercanti

 

16-18 novembre 2018

itinerario culturale di tre giorni in treno

“Se dovessi cercare una parola che sostituisca ‘musica’ potrei pensare soltanto a Venezia”
(Friedrich Nietzsche)

Venezia? Non tutti la conoscono, certamente ne hanno sentito parlare, certamente hanno visto delle foto.

Ma quando esci dalla stazione di Santa Lucia … Lì c’è l’impatto. Non te l’aspettavi così.

Sì, le case che spuntano dall’acqua, le barche, le gondole, quello lo sapevi già, te lo aspettavi ma, all’improvviso, ti rendi conto che non puoi “attraversare la strada” come sei solito fare, ti senti impotente, devi per forza trovare un ponte.

Sei in un mondo diverso.

Ti guardi intorno e cominci a non riconoscere neanche più le case. Non ci sono palazzi ma solo
eleganti palazzetti di due o tre piani, le finestre non sono le solite finestre, sono bifore o trifore. I taxi sono motoscafi e i bus vaporetti.

Noi la scopriremo un po’ a piedi e un po’ in vaporetto, perché a Venezia di cose belle ce ne sono tante, alcune in primo piano, altre nascoste. E quelle nascoste ce le andremo a cercare tra calli, ponticelli, campi e campielli.

Domenica 11 novembre ore 10.45 – Zainetto in spalla … alla scoperta del Foro Romano!

Visita speciale per bambini e … grandi
In fondo è come un puzzle.
La differenza è che le tessere di un puzzle le puoi riordinare sopra un tavolo, mentre questo guazzabuglio di muri rotti, colonne spezzate, frammenti di marmo, te lo devi riordinare nella testa e completarlo con la fantasia.
Niente paura, però: con il nostro aiuto e la vostra immaginazione la scoperta del Foro Romano si trasformerà in una grande avventura.
Scopriremo gli usi e i costumi degli antichi Romani, grandi e piccini come voi, come si vestivano e cosa mangiavano, quali erano i loro giochi preferiti e quali dèi adoravano.
Insomma, tante storie e curiosità, avvincenti come un racconto fantastico.

Sabato 10 novembre due ingressi: ore 17.50 e ore 18.15 – Mostra “Andy Warhol” al Vittoriano

Disponibilità ingressi limitata
Tutt’altro che tramontata, l’attualità di Warhol e della Pop Art è un fenomeno ancora oggi ampiamente testimoniato.
Cinema, pubblicità, moda, musica: l’influenza di Warhol ha esteso il suo contagio in molti settori della creatività artistica.
La mostra è una occasione per seguire l’eccentrica personalità di Warhol lungo l’arco della sua carriera, dalle esperienze giovanili alla maturità.
Centosettanta le opere in mostra, comprese le celeberrime icone della Zuppa Campbell, della Coca-Cola e dei miti dello spettacolo, da Elvis a Liz a Marilyn.

Sabato 3 novembre ore 10.30 – “Una basilica al mese”: la Cattedrale di Roma: San Giovanni in Laterano e il Battistero

Fondata da Costantino intorno al 314, la basilica divenne parte del complesso patriarcale al Laterano, residenza dei pontefici per quasi dieci secoli e demolito nel Cinquecento per ordine di Sisto V.
L’attuale basilica si sviluppa dietro alla bella facciata del Settecento, ricalcando, pur nelle variazioni sopraggiunte, la planimetria della chiesa paleocristiana. La veste stilistica si deve alla ristrutturazione affidata a Francesco Borromini per il Giubileo del 1650.
Il Battistero lateranense mantiene integra la struttura del V secolo. L’interno, di grande eleganza, è stato rinnovato fra il Cinque e il Seicento, mantenendo però alcune testimonianze del periodo antico, come le splendide colonne di porfido.

Domenica 28 ottobre ore 10.45 – Zainetto in spalla … alla scoperta del Foro Romano!

Visita guidata per grandi e bambini

In fondo è come un puzzle.
La differenza è che le tessere di un puzzle le puoi riordinare sopra un tavolo, mentre questo guazzabuglio di muri rotti, colonne spezzate, frammenti di marmo, te lo devi riordinare nella testa e completarlo con la fantasia.
Niente paura, però: con il nostro aiuto e la vostra immaginazione la scoperta del Foro Romano si trasformerà in una grande avventura.
Scopriremo gli usi e i costumi degli antichi Romani, grandi e piccini come voi, come si vestivano e cosa mangiavano, quali erano i loro giochi preferiti e quali dèi adoravano.
Insomma, tante storie e curiosità, avvincenti come un racconto fantastico.

Sabato 27 ottobre ore 10.15 – I Mercati di Traiano

Straordinaria creazione del II secolo d.C., i cosiddetti Mercati ebbero funzioni diversificate e furono usati, con il passare del tempo, come centro amministrativo, fortezza, residenza nobiliare. Al fascino degli ambienti il complesso unisce l’interesse del percorso museale dedicato alla storia dei Fori imperiali. Vi sono esposti reperti e testimonianze utili alla conoscenza e alla comprensione dei luoghi.

Domenica 21 Ottobre ore 17,50 – Mostra “Andy Warhol” al Vittoriano

Tutt’altro che tramontata, l’attualità di Warhol e della Pop Art è un fenomeno ancora oggi ampiamente testimoniato. Cinema, pubblicità, moda, musica: l’influenza di Warhol ha esteso il suo contagio in molti settori della creatività artistica.
La mostra è una occasione per seguire l’eccentrica personalità di Warhol lungo l’arco della sua carriera, dalle esperienze giovanili alla maturità.
Centosettanta le opere in mostra, comprese le celeberrime icone della Zuppa Campbell, della Coca-Cola e dei miti dello spettacolo, da Elvis a Liz a Marilyn.

Sabato 20 ottobre ore 10.45 – Il Consiglio di Stato a Palazzo Spada

Visita con apertura riservata
Il Consiglio di Stato occupa parte delle stanze al piano nobile di Palazzo Spada, anticamente adibite a residenza cardinalizia. Sono ambienti di grande eleganza, con preziosi rivestimenti di affreschi e di stucchi, nei quali il repertorio spazia dal mito alla rievocazione della storia antica.
Sorprende per estro e bellezza la Galleria degli Stucchi, ambiente di ridotte dimensioni, ma fittamente ornato.

Domenica 14 ottobre – Pitigliano e il Giardino dei Tarocchi

itinerario culturale di un giorno in pullman

 

 

 

 

Ah, le rupi della Tuscia! Il tufo che si arrossa al tramonto, i paesi che vengono su dalle rocce come germogli di pietra cresciuti spontaneamente!
Pitigliano è uno dei più belli. L’erosione causata dai fiumi locali ha isolato lo sperone su cui è costruito, creando un paesaggio tra i più suggestivi. All’interno le vie laterali superano i dislivelli tipici dei paesi aggrappati alle rocce, con effetti panoramici che incantano.
L’aspetto medioevale dominante si arricchisce di note rinascimentali: stemmi, cornici di travertino, decorazioni di pietra.
Dopo i secoli di storia esplorati a Pitigliano, il nostro viaggio si inoltra nella Maremma grossetana e raggiunge presso Capalbio il Giardino dei Tarocchi, creato dall’artista franco-americana Niki de Saint-Phalle tra il 1979 e il 1996.
E’ un parco di sculture ispirate alle carte dei Tarocchi, concepito come luogo di meditazione e iniziazione alla vita, sotto l’insegna della libertà e della fantasia.
Nel giardino non troverete alcun percorso preordinato, nessuna freccia che indichi la giusta direzione.
L’artista ha disposto che ognuno si orienti – o disorienti, perché no? – scegliendo liberamente i sentieri da prendere, proprio come accade nella vita, di cui il giardino è metafora. Ha scritto infatti Niki de Saint-Phalle: “Se la vita è un gioco di carte noi nasciamo senza conoscerne le regole.
Nonostante ciò siamo tutti chiamati a giocare una mano.”

Sabato 13 ottobre ore 10.45 – L’EUR

L’espansione di Roma verso il mare, il progetto dell’Esposizione Universale del 1942, l’equipe di architetti messa in campo per progettare e realizzare i luoghi, le strade, gli edifici.
La passeggiata entra nel vivo delle vicende che portarono alla realizzazione dell’Eur, analizzando sul campo pregi e difetti del quartiere, rimasto incompiuto per lo scoppio della guerra e successivamente protagonista di tappe importanti nello sviluppo della Capitale.

Sabato 6 ottobre ore 10.30 – “Le macchine degli dèi”. Le sculture capitoline alla Centrale Montemartini

Sospeso e metafisico come un quadro di De Chirico, questo spazio museale è un luogo che incanta.
Non a caso il regista Ferzan Ozpetek vi girò alcune sequenze del film “Le fate ignoranti”.
Le sale e le macchine in disuso della prima centrale termoelettrica romana accolgono parte delle raccolte archeologiche capitoline. Gli dei di marmo dialogano in silenzio con i motori diesel, le caldaie, le turbine.
Un gioco di rimandi tra il passato e il presente che emoziona e stimola suggestive riflessioni

Sabato 22 settembre ore 10.30 – Il Cimitero Acattolico alla Piramide

“Una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressione di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba”. (Henry James)
Ancora in uso dal XVIII secolo, il cimitero presso la Piramide Cestia accoglie coloro che per motivi religiosi, secondo le prescrizioni della Chiesa, non potevano essere sepolti nei cimiteri cattolici.
Sono inglesi, tedeschi, russi, cinesi, italiani, americani, con un’altissima concentrazione di artisti, scienziati, scrittori, poeti, archeologi e studiosi delle più varie discipline.
Le tombe più celebri sono quelle dei poeti romantici inglesi John Keats e Percy B. Shelley e quella di Antonio Gramsci.

Sabato 15 settembre ore 17.45 – Piazza del Popolo e il Tridente

“Soltanto quando varcai la Porta del Popolo, fui certo di trovarmi a Roma” (W. Goethe)
Come Goethe, la maggior parte dei forestieri arrivava a Roma attraverso Porta del Popolo e grande doveva essere l’effetto di quel tridente di strade in fuga prospettica, dirette verso le basiliche maggiori.
La visita intende ricostruire la storia urbanistica della piazza e del Tridente, concedendosi un breve ingresso nella basilica di Santa Maria del Popolo, che custodisce due note tele del Caravaggio.

Venerdì 7 settembre ore 21.00 – Voci della città. La Roma degli scrittori e dei poeti

Il disincanto di Trilussa e le visioni incantate di Rafael Alberti, gli aristocratici di D’Annunzio e i plebei di Pasolini.
Questi e altri scrittori saranno il filtro attraverso il quale distilleremo storie e suggestioni dei luoghi in un affascinante percorso letterario tra Campo de’ Fiori e Via Giulia