Eventi passati

[:it]I mestieri di una volta tra Largo Argentina e Campo de’ Fiori
Venerdì 3 luglio ore 19.00
passeggiata serale
Allustrini, barbieri della meluccia, giuncatari: lavoratori stagionali o “senza fissa bottega”, ma anche piccoli e grandi artigiani.
I mestieri di una volta diventano la chiave di lettura per scoprire o riscoprire la città sotto una
luce diversa, per rintracciare nello spazio di una passeggiata, la vitalità, gli umori, il colore di una
Roma sparita, ma neanche poi così lontana nel tempo.

Il trionfo del barocco. Palazzo Barberini: l’architettura, la decorazione, la collezione d’arte antica

Sabato 7 marzo ore 16.45
visita guidata
Il Palazzo è una vetta e un prototipo dell’arte barocca. Nel suo cantiere si sono incontrati Gianlorenzo Bernini, già colmo di gloria, e il giovane Borromini. Pietro da Cortona ha affrescato con fasto grandioso la grande volta del Salone di rappresentanza, celebrandovi il potere spirituale e temporale dei Barberini.
Dal 1953 è sede, con Palazzo Corsini alla Lungara, delle raccolte nazionali d’arte antica. Tra le opere conservate, capolavori di Filippo Lippi, Caravaggio, Guido Reni, Lorenzo Lotto e la celeberrima Fornarina di Raffaello. In questi mesi è inoltre possibile ammirare sei opere provenienti dal prestigioso museo Jacquemart-André di Parigi nella piccola e preziosa mostra intitolata “La stanza del Mantegna”, nella quale è presente l’incantevole “Ecce Homo” del grande maestro padovano.

Memorie del sottosuolo: i sotterranei di San Nicola in Carcere
Domenica 1 marzo ore 10.15
I fianchi della chiesa sono come un libro aperto sul passare del tempo, con i colonnati incastonati nei muri. Nei sotterranei sono visibili i resti del Tempio più grande, probabilmente dedicato a Giunone protettrice delle nascite. L’area è davvero ricca di testimonianze archeologiche, che aiutano a far luce sull’assetto di Roma antica in un punto nevralgico di mercati e scambi.

“Mor’ammazzato chi nun porta er moccolo”
passeggiata di carnevale
Domenica 23 febbraio ore 10.30
Nel suo “Viaggio in Italia” Wolfgang Goethe scriveva: “Il carnevale romano non è una festa che viene concessa al popolo, ma una festa che il popolo si concede”.
Tra via del Corso e piazza Venezia, la passeggiata percorre alcuni dei luoghi dello storico carnevale romano, abolito nel 1882, ma perfettamente descritto nelle pagine di cronisti, viaggiatori, letterati.
Parleremo della Corsa dei Berberi, della Festa dei Moccoletti, delle trasformazioni subite dalla festa nel corso dei secoli, dei divieti e del controllo esercitato dalle autorità.

L’Eclettismo. Il quartiere Coppedè
Sabato 22 febbraio ore 16.00
visita guidata
Uno degli episodi più singolari dell’architettura romana dei primi vent’anni del Novecento ed un caso esemplare dell’eclettismo disinvolto dell’architetto fiorentino Gino Coppedè. Gli elementi decorativi vengono dal Vicino Oriente, dal Rinascimento, dal Manierismo, dal Quattrocento fiorentino. Un pastiche di stili fatto apposta per solleticare il gusto dell’alta borghesia dell’epoca.

Mostra “Impressionisti segreti” a Palazzo Bonaparte
Domenica 16 Febbraio ore 10.45
Una cinquantina di dipinti impressionisti provenienti da collezioni private e quasi mai concessi in prestito saranno esposti nel nuovo polo delle arti e della cultura di Palazzo Bonaparte. Il Palazzo è quello d’angolo tra Via del Corso e Piazza Venezia, inconfondibile grazie al balcone chiuso da una verandina verde. Da dietro le feritoie della veranda Letizia Bonaparte, madre di Napoleone, negli ultimi anni della sua vita scrutava non vista il via vai dei passanti.
Il Palazzo, con il suo patrimonio di affreschi e decorazioni, è stato restaurato e oggi, finalmente, può essere fruito nella nuova funzione di spazio per la cultura.
In mostra ci saranno Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Berthe Morisot, Gauguin, Signac…

La Villa Farnesina alla Lungara. La loggia che non c’è
Domenica 9 febbraio ore 10.45
Gioiello del primo Cinquecento, è una delicata prova architettonica del senese Baldassarre Peruzzi, al servizio del ricchissimo e potente banchiere Agostino Chigi.
L’interno è interamente affrescato con dipinti a tema mitologico che celebrano tutte le forme dell’amore, opera di Raffaello e dei suoi allievi, dello stesso Peruzzi, finissimo esecutore di finte prospettive, e del Sodoma.
I capolavori sono la Galatea di Raffaello, la Sala delle Prospettive e la loggia di Psiche, aperta verso il giardino.

Mostra “Canova. Eterna Bellezza” a Palazzo Braschi
Venerdì 31 gennaio ore 16.45
Incentrata sul rapporto di Canova con Roma, la mostra segue l’artista nei percorsi di scoperta dei tesori di arte e archeologia custoditi nella Città Eterna.
Una formazione alla scultura messa a frutto nella conquista di uno stile sempre più personale, nel quale la rappresentazione di pulsioni e sentimenti si muta in ritmo e in armonia di gesti e posture, purezza di modellato, forma “eterna” e incorruttibile.
Le opere provengono da musei di tutto il mondo, dall’Ermitage di San Pietroburgo alla Gypsotheca di Possagno al
Museo Correr di Venezia.
Tra i capolavori, la superba Danzatrice con le mani sui fianchi e il Genio funerario Rezzonico, entrambi prestati dall’Ermitage.
Disegni, bozzetti, modellini e gessi illustrano inoltre le fasi esecutive dei monumenti funerari di Clemente XIV e
Clemente XIII

Le religioni al tempo dei Romani. Il Mitreo sotterraneo di Santa Prisca all’Aventino
Sabato 25 gennaio ore 10.45
Il culto orientale del dio Mitra fu portato in Occidente dai legionari romani. L’ampia diffusione del culto è testimoniata dal numero dei mitrei conservati nel sottosuolo di Roma.
Quello riscoperto negli anni Cinquanta sotto la basilica di Santa Prisca consta di un’aula principale, di forma rettangolare, usata dagli iniziati per il banchetto funebre.
Un altare riporta un rilievo con la scena dell’uccisione del toro cosmico, in stucco dorato. Le pareti sono decorate con le immagini di una processione sacra.
L’ottimo stato delle decorazioni e la sopravvivenza di tutti gli ambienti del santuario, ne fanno il meglio conservato fra i mitrei conosciuti.

La Cripta e la chiesa dei Cappuccini in Via Veneto e il San Francesco del Caravaggio

Venerdì 24 gennaio ore 17.30
La committenza dei Barberini è all’origine del complesso seicentesco dei Cappuccini di Via Veneto.
Il rango della fondazione si rispecchia nell’elevata qualità degli complessi pittorici delle cappelle, eseguiti da artisti come Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Pietro da Cortona e Domenichino.
Il museo del convento conserva una delle varianti sul tema del “San Francesco in meditazione” dipinte dal Caravaggio nel corso della carriera.
La parte più celebre del complesso è però la cripta, un insieme di cinque cappelle sotterranee le cui pareti sono ricoperte dalle ossa di 4000 frati,
ordinate in artistiche composizioni rococò a forma di rosoni, stelle, lesene, lampadari.
Opera della prima metà del XVIII secolo, sono certamente un “memento mori”, ma, con verosimile probabilità, anche una celebrazione della vita ultraterrena.


Sant’Ivo alla Sapienza. Una Spirale verso l’infinito

Domenica 19 gennaio ore 10.00
Alle prese con uno spazio di anguste dimensioni, condizionato dal preesistente cortile dell’Università, il grande ticinese seppe trarre dallo svantaggio di partenza una straordinaria occasione creativa.
Il disegno geometrico che incastra un triangolo in un esagono, cui appone le curve delle cappelle, genera moti, fratture, fughe.
Nell’opera probabilmente più emblematica del Borromini, la tensione spirituale al divino prende forma nel corpo dell’architettura, nel flettersi alternato di pareti concave e convesse e nello slancio ad infinitum della lanterna spiraliforme

Il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX
Sabato 18 gennaio ore 16.00
L’interesse di questo piccolo museo è plurimo. La sede, anzitutto: un villino di fine Ottocento costruito per il principe Luigi Boncompagni Ludovisi in un eclettismo che unisce barocco e liberty. Gli ambienti mantengono decorazioni, mobili e arredi della famiglia, ai quali nel tempo si sono affiancati i pezzi della collezione museale.
Di sala in sala ci si imbatte in mobili del Settecento, arazzi Liberty, porcellane di Ginori, Meissen, Rosenthal, ritratti dei Boncompagni Ludovisi, pavimenti dai marmi pregiati, dipinti realizzati fra Otto e Novecento, in pieno clima Bell’Epoque.
Altro fiore all’occhiello del museo sono gli abiti d’alta moda donati da stilisti italiani, quali Gattinoni, Litrico, Raffaella Curiel, Fausto Sarli, Marella Ferrero, Valentino. Un centinaio di abiti e relativi accessori sono il dono al museo di Palma Bucarelli, “mitica” direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

la Galleria Doria Pamphilj
Domenica 12 gennaio ore 10.45
Una splendida collezione storica, che la famiglia Doria mette generosamente a disposizione dei visitatori con la regolare e quotidiana apertura delle sale del palazzo di Via del Corso.
Il percorso attraversa i magnifici ambienti della residenza, dove i dipinti si allineano in fitta sequenza sulle pareti. Vi figurano opere di Guido Reni, Tiziano, Caravaggio, Guercino, Parmigianino e il celebre Ritratto di Innocenzo X, capolavoro di Diego Vélazquez.

VISITA INAUGURALE GRATUITA

L’ultimo tocco di Michelangelo. La basilica di Santa Maria degli Angeli
Sabato 11 gennaio ore 10.45
visita guidata
A ottantasei anni Michelangelo ebbe incarico di costruire una basilica nelle Terme di Diocleziano. Nella sua ultima opera da architetto ebbe l’intuizione di non alterare, se non per lo stretto necessario, gli spazi dilatati e maestosi delle Terme.
Oggi, anche se violata da interventi successivi, la grande chiesa conserva l’idea di Michelangelo nel suo aspetto di ibrido “strano” e felice sospeso tra paganesimo e cristianesimo.
La visita inaugurale del nuovo anno si concluderà con uno sguardo e alcune note storiche su Piazza dell’Esedra

Mostra: “Pompei e Santorini. L’eternità in un giorno”
Sabato 21 dicembre ore 11.25
Dall’età del bronzo al tempo presente, affreschi, sculture, gemme e dipinti narrano un racconto originale svolto sul confronto tra il comune destino di Pompei e di Akrotiri, sull’isola greca di Santorini, entrambe distrutte dall’eruzione di un vulcano, a millesettecento anni di distanza.
Il ritrovamento dei due siti ha restituito un passato rimasto “congelato” sotto la cenere, con grande vantaggio delle nostre conoscenze sul mondo antico, dalla civiltà minoica al mondo romano.
La curiosità, l’emozione, lo sgomento davanti alla tragedia della distruzione hanno alimentato la fantasia di scrittori e poeti e solleticato la fantasia degli artisti. Per questo, accanto ai reperti antichi, si trovano in mostra opere di Turner, Hirst, Warhol, Burri e Giuseppe Penone.

“Quanno nascette Ninno…”
Sabato 14 dicembre ore 16.15
Simboli, incantesimi e misteri del presepe napoletano nella basilica dei Santi Cosma e Damiano
Il presepe annuncia un tempo di gioia, un’era nuova di luce e giustizia. Il presepe napoletano aggiunge al messaggio una vitalità traboccante.
Qui la scena della Natività “annega” tra episodi minuti di vita quotidiana, tra decine di personaggi, oggetti, animali, particolari del paesaggio.
Una festa e una sfida per gli occhi di chi guarda; una rappresentazione chiassosa, marcatamente teatrale e, senza alcun dubbio, partenopea.Ma il presepe popolare napoletano ha anche un lato oscuro. Personaggi come l’oste e la zingara, luoghi come il mulino, il ponte, il pozzo, rappresentano il lato infero del racconto presepiale, confermando del resto che la venuta di Cristo, novello Sole di giustizia, vince le tenebre del male.
Straordinario e contraddittorio universo di significati, il presepe napoletano è un libro da decifrare, nel quale si intrecciano Vangeli canonici e apocrifi, superstizioni e leggende e persino residui di paganesimo, perché anche gli antichi romani usavano festeggiare alla fine di dicembre la nascita di un Bambino solare, il Sol invictus

“Luci d’artista a Torino”
9-11 dicembre 2019
itinerario culturale di 3 giorni in treno
Si chiama “Luci d’artista” l’iniziativa che da anni, in prossimità delle feste natalizie, porta a Torino artisti di fama internazionale e li coinvolge nell’allestimento delle luminarie che colorano strade e piazze della periferia e del centro. Distese di fili disegnano arazzi luminosi o fanno apparire lune e pianeti o ancora formano codici astratti.
Spente le luci nelle ore diurne, Torino ritorna alla realtà, che è quella di una città di suggestiva eleganza, nella quale il barocco si è impresso con classica sobrietà nelle facciate dei palazzi storici e nella sequenza delle piazze porticate.
Con l’intermezzo dei mercatini e, perché no? di una sosta in uno dei bellissimi caffè storici per gustare una confortante tazza di caldo cioccolato o il tradizionale “Bicerin”, il viaggio esplora i grandi luoghi della cultura e dell’arte: il Museo Egizio, il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, la Cappella della Sindone, tornata pienamente fruibile, le eccezionali creazioni barocche di Guarino Guarini e il Palazzo Reale.

La basilica e i sotterranei di Santa Cecilia in Trastevere
Sabato 7 dicembre ore 10.15
Nel 1899, mentre erano in corso restauri, tornò alla luce sotto la basilica un gruppo di edifici del periodo repubblicano con modifiche di epoca imperiale.
La tradizione cristiana riconosce nei resti la casa e il luogo del martirio di Cecilia, su cui fu eretta la primitiva basilica. Nei sotterranei ivisitatori possono così ammirare un piccolo quartiere antico romano, di ambienti in laterizio e resti di mosaici.
La chiesa conserva opere prestigiose: il ciborio di Arnolfo di Cambio, il mosaico absidale del IX secolo e l’affresco del Giudizio Universale di PietroCavallini.[:en]Il trionfo del barocco. Palazzo Barberini: l’architettura, la decorazione, la collezione d’arte antica
Sabato 7 marzo ore 16.45
visita guidata
Il Palazzo è una vetta e un prototipo dell’arte barocca. Nel suo cantiere si sono incontrati Gianlorenzo Bernini, già colmo di gloria, e il giovane Borromini. Pietro da Cortona ha affrescato con fasto grandioso la grande volta del Salone di rappresentanza, celebrandovi il potere spirituale e temporale dei Barberini.
Dal 1953 è sede, con Palazzo Corsini alla Lungara, delle raccolte nazionali d’arte antica. Tra le opere conservate, capolavori di Filippo Lippi, Caravaggio, Guido Reni, Lorenzo Lotto e la celeberrima Fornarina di Raffaello. In questi mesi è inoltre possibile ammirare sei opere provenienti dal prestigioso museo Jacquemart-André di Parigi nella piccola e preziosa mostra intitolata “La stanza del Mantegna”, nella quale è presente l’incantevole “Ecce Homo” del grande maestro padovano.

Memorie del sottosuolo: i sotterranei di San Nicola in Carcere
Domenica 1 marzo ore 10.15
I fianchi della chiesa sono come un libro aperto sul passare del tempo, con i colonnati incastonati nei muri. Nei sotterranei sono visibili i resti del Tempio più grande, probabilmente dedicato a Giunone protettrice delle nascite. L’area è davvero ricca di testimonianze archeologiche, che aiutano a far luce sull’assetto di Roma antica in un punto nevralgico di mercati e scambi.

“Mor’ammazzato chi nun porta er moccolo”
passeggiata di carnevale
Domenica 23 febbraio ore 10.30
Nel suo “Viaggio in Italia” Wolfgang Goethe scriveva: “Il carnevale romano non è una festa che viene concessa al popolo, ma una festa che il popolo si concede”.
Tra via del Corso e piazza Venezia, la passeggiata percorre alcuni dei luoghi dello storico carnevale romano, abolito nel 1882, ma perfettamente descritto nelle pagine di cronisti, viaggiatori, letterati.
Parleremo della Corsa dei Berberi, della Festa dei Moccoletti, delle trasformazioni subite dalla festa nel corso dei secoli, dei divieti e del controllo esercitato dalle autorità.

L’Eclettismo. Il quartiere Coppedè
Sabato 22 febbraio ore 16.00
visita guidata
Uno degli episodi più singolari dell’architettura romana dei primi vent’anni del Novecento ed un caso esemplare dell’eclettismo disinvolto dell’architetto fiorentino Gino Coppedè. Gli elementi decorativi vengono dal Vicino Oriente, dal Rinascimento, dal Manierismo, dal Quattrocento fiorentino. Un pastiche di stili fatto apposta per solleticare il gusto dell’alta borghesia dell’epoca.

Mostra “Impressionisti segreti” a Palazzo Bonaparte
Domenica 16 Febbraio ore 10.45
Una cinquantina di dipinti impressionisti provenienti da collezioni private e quasi mai concessi in prestito saranno esposti nel nuovo polo delle arti e della cultura di Palazzo Bonaparte. Il Palazzo è quello d’angolo tra Via del Corso e Piazza Venezia, inconfondibile grazie al balcone chiuso da una verandina verde. Da dietro le feritoie della veranda Letizia Bonaparte, madre di Napoleone, negli ultimi anni della sua vita scrutava non vista il via vai dei passanti.
Il Palazzo, con il suo patrimonio di affreschi e decorazioni, è stato restaurato e oggi, finalmente, può essere fruito nella nuova funzione di spazio per la cultura.
In mostra ci saranno Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Berthe Morisot, Gauguin, Signac…

La Villa Farnesina alla Lungara. La loggia che non c’è
Domenica 9 febbraio ore 10.45
Gioiello del primo Cinquecento, è una delicata prova architettonica del senese Baldassarre Peruzzi, al servizio del ricchissimo e potente banchiere Agostino Chigi.
L’interno è interamente affrescato con dipinti a tema mitologico che celebrano tutte le forme dell’amore, opera di Raffaello e dei suoi allievi, dello stesso Peruzzi, finissimo esecutore di finte prospettive, e del Sodoma.
I capolavori sono la Galatea di Raffaello, la Sala delle Prospettive e la loggia di Psiche, aperta verso il giardino.

Mostra “Canova. Eterna Bellezza” a Palazzo Braschi
Venerdì 31 gennaio ore 16.45
Incentrata sul rapporto di Canova con Roma, la mostra segue l’artista nei percorsi di scoperta dei tesori di arte e archeologia custoditi nella Città Eterna.
Una formazione alla scultura messa a frutto nella conquista di uno stile sempre più personale, nel quale la rappresentazione di pulsioni e sentimenti si muta in ritmo e in armonia di gesti e posture, purezza di modellato, forma “eterna” e incorruttibile.
Le opere provengono da musei di tutto il mondo, dall’Ermitage di San Pietroburgo alla Gypsotheca di Possagno al
Museo Correr di Venezia.
Tra i capolavori, la superba Danzatrice con le mani sui fianchi e il Genio funerario Rezzonico, entrambi prestati dall’Ermitage.
Disegni, bozzetti, modellini e gessi illustrano inoltre le fasi esecutive dei monumenti funerari di Clemente XIV e
Clemente XIII

Le religioni al tempo dei Romani. Il Mitreo sotterraneo di Santa Prisca all’Aventino
Sabato 25 gennaio ore 10.45
Il culto orientale del dio Mitra fu portato in Occidente dai legionari romani. L’ampia diffusione del culto è testimoniata dal numero dei mitrei conservati nel sottosuolo di Roma.
Quello riscoperto negli anni Cinquanta sotto la basilica di Santa Prisca consta di un’aula principale, di forma rettangolare, usata dagli iniziati per il banchetto funebre.
Un altare riporta un rilievo con la scena dell’uccisione del toro cosmico, in stucco dorato. Le pareti sono decorate con le immagini di una processione sacra.
L’ottimo stato delle decorazioni e la sopravvivenza di tutti gli ambienti del santuario, ne fanno il meglio conservato fra i mitrei conosciuti.

La Cripta e la chiesa dei Cappuccini in Via Veneto e il San Francesco del Caravaggio

Venerdì 24 gennaio ore 17.30
La committenza dei Barberini è all’origine del complesso seicentesco dei Cappuccini di Via Veneto.
Il rango della fondazione si rispecchia nell’elevata qualità degli complessi pittorici delle cappelle, eseguiti da artisti come Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Pietro da Cortona e Domenichino.
Il museo del convento conserva una delle varianti sul tema del “San Francesco in meditazione” dipinte dal Caravaggio nel corso della carriera.
La parte più celebre del complesso è però la cripta, un insieme di cinque cappelle sotterranee le cui pareti sono ricoperte dalle ossa di 4000 frati,
ordinate in artistiche composizioni rococò a forma di rosoni, stelle, lesene, lampadari.
Opera della prima metà del XVIII secolo, sono certamente un “memento mori”, ma, con verosimile probabilità, anche una celebrazione della vita ultraterrena.


Sant’Ivo alla Sapienza. Una Spirale verso l’infinito

Domenica 19 gennaio ore 10.00
Alle prese con uno spazio di anguste dimensioni, condizionato dal preesistente cortile dell’Università, il grande ticinese seppe trarre dallo svantaggio di partenza una straordinaria occasione creativa.
Il disegno geometrico che incastra un triangolo in un esagono, cui appone le curve delle cappelle, genera moti, fratture, fughe.
Nell’opera probabilmente più emblematica del Borromini, la tensione spirituale al divino prende forma nel corpo dell’architettura, nel flettersi alternato di pareti concave e convesse e nello slancio ad infinitum della lanterna spiraliforme

Il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX
Sabato 18 gennaio ore 16.00
L’interesse di questo piccolo museo è plurimo. La sede, anzitutto: un villino di fine Ottocento costruito per il principe Luigi Boncompagni Ludovisi in un eclettismo che unisce barocco e liberty. Gli ambienti mantengono decorazioni, mobili e arredi della famiglia, ai quali nel tempo si sono affiancati i pezzi della collezione museale.
Di sala in sala ci si imbatte in mobili del Settecento, arazzi Liberty, porcellane di Ginori, Meissen, Rosenthal, ritratti dei Boncompagni Ludovisi, pavimenti dai marmi pregiati, dipinti realizzati fra Otto e Novecento, in pieno clima Bell’Epoque.
Altro fiore all’occhiello del museo sono gli abiti d’alta moda donati da stilisti italiani, quali Gattinoni, Litrico, Raffaella Curiel, Fausto Sarli, Marella Ferrero, Valentino. Un centinaio di abiti e relativi accessori sono il dono al museo di Palma Bucarelli, “mitica” direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

la Galleria Doria Pamphilj
Domenica 12 gennaio ore 10.45
Una splendida collezione storica, che la famiglia Doria mette generosamente a disposizione dei visitatori con la regolare e quotidiana apertura delle sale del palazzo di Via del Corso.
Il percorso attraversa i magnifici ambienti della residenza, dove i dipinti si allineano in fitta sequenza sulle pareti. Vi figurano opere di Guido Reni, Tiziano, Caravaggio, Guercino, Parmigianino e il celebre Ritratto di Innocenzo X, capolavoro di Diego Vélazquez.

VISITA INAUGURALE GRATUITA

L’ultimo tocco di Michelangelo. La basilica di Santa Maria degli Angeli
Sabato 11 gennaio ore 10.45
visita guidata
A ottantasei anni Michelangelo ebbe incarico di costruire una basilica nelle Terme di Diocleziano. Nella sua ultima opera da architetto ebbe l’intuizione di non alterare, se non per lo stretto necessario, gli spazi dilatati e maestosi delle Terme.
Oggi, anche se violata da interventi successivi, la grande chiesa conserva l’idea di Michelangelo nel suo aspetto di ibrido “strano” e felice sospeso tra paganesimo e cristianesimo.
La visita inaugurale del nuovo anno si concluderà con uno sguardo e alcune note storiche su Piazza dell’Esedra

Mostra: “Pompei e Santorini. L’eternità in un giorno”
Sabato 21 dicembre ore 11.25
Dall’età del bronzo al tempo presente, affreschi, sculture, gemme e dipinti narrano un racconto originale svolto sul confronto tra il comune destino di Pompei e di Akrotiri, sull’isola greca di Santorini, entrambe distrutte dall’eruzione di un vulcano, a millesettecento anni di distanza.
Il ritrovamento dei due siti ha restituito un passato rimasto “congelato” sotto la cenere, con grande vantaggio delle nostre conoscenze sul mondo antico, dalla civiltà minoica al mondo romano.
La curiosità, l’emozione, lo sgomento davanti alla tragedia della distruzione hanno alimentato la fantasia di scrittori e poeti e solleticato la fantasia degli artisti. Per questo, accanto ai reperti antichi, si trovano in mostra opere di Turner, Hirst, Warhol, Burri e Giuseppe Penone.

“Quanno nascette Ninno…”
Sabato 14 dicembre ore 16.15
Simboli, incantesimi e misteri del presepe napoletano nella basilica dei Santi Cosma e Damiano
Il presepe annuncia un tempo di gioia, un’era nuova di luce e giustizia. Il presepe napoletano aggiunge al messaggio una vitalità traboccante.
Qui la scena della Natività “annega” tra episodi minuti di vita quotidiana, tra decine di personaggi, oggetti, animali, particolari del paesaggio.
Una festa e una sfida per gli occhi di chi guarda; una rappresentazione chiassosa, marcatamente teatrale e, senza alcun dubbio, partenopea.Ma il presepe popolare napoletano ha anche un lato oscuro. Personaggi come l’oste e la zingara, luoghi come il mulino, il ponte, il pozzo, rappresentano il lato infero del racconto presepiale, confermando del resto che la venuta di Cristo, novello Sole di giustizia, vince le tenebre del male.
Straordinario e contraddittorio universo di significati, il presepe napoletano è un libro da decifrare, nel quale si intrecciano Vangeli canonici e apocrifi, superstizioni e leggende e persino residui di paganesimo, perché anche gli antichi romani usavano festeggiare alla fine di dicembre la nascita di un Bambino solare, il Sol invictus

“Luci d’artista a Torino”
9-11 dicembre 2019
itinerario culturale di 3 giorni in treno
Si chiama “Luci d’artista” l’iniziativa che da anni, in prossimità delle feste natalizie, porta a Torino artisti di fama internazionale e li coinvolge nell’allestimento delle luminarie che colorano strade e piazze della periferia e del centro. Distese di fili disegnano arazzi luminosi o fanno apparire lune e pianeti o ancora formano codici astratti.
Spente le luci nelle ore diurne, Torino ritorna alla realtà, che è quella di una città di suggestiva eleganza, nella quale il barocco si è impresso con classica sobrietà nelle facciate dei palazzi storici e nella sequenza delle piazze porticate.
Con l’intermezzo dei mercatini e, perché no? di una sosta in uno dei bellissimi caffè storici per gustare una confortante tazza di caldo cioccolato o il tradizionale “Bicerin”, il viaggio esplora i grandi luoghi della cultura e dell’arte: il Museo Egizio, il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, la Cappella della Sindone, tornata pienamente fruibile, le eccezionali creazioni barocche di Guarino Guarini e il Palazzo Reale.

La basilica e i sotterranei di Santa Cecilia in Trastevere
Sabato 7 dicembre ore 10.15
Nel 1899, mentre erano in corso restauri, tornò alla luce sotto la basilica un gruppo di edifici del periodo repubblicano con modifiche di epoca imperiale.
La tradizione cristiana riconosce nei resti la casa e il luogo del martirio di Cecilia, su cui fu eretta la primitiva basilica. Nei sotterranei ivisitatori possono così ammirare un piccolo quartiere antico romano, di ambienti in laterizio e resti di mosaici.
La chiesa conserva opere prestigiose: il ciborio di Arnolfo di Cambio, il mosaico absidale del IX secolo e l’affresco del Giudizio Universale di PietroCavallini.[:]